Un importante seminario a Trento

Il 20 febbraio 2018 si è tenuto nella sede della Cisl Scuola di Trento il seminario dal titolo La funzione docente alla luce della Divina Commedia, sottotitolo: Quali riflessioni sul ruolo educativo contemporaneo? Quali processi di crescita e come?
L’iniziativa si è rivelata particolarmente importante perché raramente, o forse mai finora, è stato proposto ai docenti di riflettere sul loro ruolo educativo e sulla loro pratica didattica confrontandosi con l’opera di Dante. In particolare, nella relazione della dottoressa Alessandra Sighele, è stata proposta agli insegnanti una “interpretazione psicologica” della Divina Commedia, quella di Adriana Mazzarella, psicoanalista junghiana e autrice di Alla ricerca di Beatrice, Dante e Jung.

Riportiamo due citazioni fatte dalla Relatrice, la prima di Jung:

La scuola ha un grosso ruolo, perché è il primo ambiente che il bambino trova al di fuori della famiglia. I compagni di scuola sostituiscono i suoi fratelli, il maestro il padre, la maestra la madre. Non è irrilevante che l’insegnante sia consapevole di questo ruolo. Il suo compito non è solo di inculcare meccanicamente nei bambini un determinato programma scolastico, ma anche di influire sui bambini con la sua personalità. Quest’ultima funzione è importante almeno quanto l’attività didattica, se non ancora di più, perlomeno in certi casi. [Sviluppo ed educazione del bambino, C.G. Jung, Opere, vol. XVII, p. 54]

La seconda citazione è di Adriana Mazzarella:

Questo è il problema che Dante ha sempre presente: l’educazione del singolo, la coltivazione degli individui secondo la loro naturale attitudine. Questa concezione è modernissima. Pur senza esservi ancora riuscite, le varie psicologie e pedagogie moderne cercano di orientarsi proprio in questo senso. Ma ricordiamoci che, affinché gli educatori arrivino a realizzare questo principio, non è sufficiente una cultura intellettuale, ma è necessaria un’autoeducazione, pari a quella che le anime hanno compiuto prima di entrare nel Paradiso. Viene così elevato a una dignità altissima il compito degli educatori, purtroppo poco coltivati e considerati nella società attuale; solo infatti per esperienza diretta essi possono aiutare il bambino, l’adolescente, il giovane a riconoscersi e a coltivare le proprie innate qualità. [Adriana Mazzarella, Alla ricerca di Beatrice, Dante e Jung, 1991, 2015, p. 401]

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