Il ricordo di Adriana al CIPA e all’AISPT


commemorazione_CipaCIPA Milano – Memoria e futuro di Adriana Mazzarella – 25 marzo 2015

La sala della sede del Cipa è affollata, c’è un’attesa trepidante, come un respiro comune. Le parole pacate di Marco Garzonio esprimono subito la sostanza profonda di questa commemorazione: “Dico subito che la storia di Adriana Mazzarella … intreccia per alcune decine d’anni la storia della psicologia analitica in Italia”.

Ricorda quando, nel 1980, parteciparono insieme al seminario di Zollikon nella casa di Dora Kalff, nel quale furono poste le basi per la futura creazione delle società di Sandplay Therapy, l’AISPT in Italia e l’ISST a livello internazionale. Ricorda la casa di via Sardegna 61 a Milano, dove Adriana aveva il suo studio e trovava sempre il modo di ospitare seminari, amici e allievi, offrendo sempre il conforto di qualche buon piatto.

Ma ricorda anche le difficoltà che tanto a lungo Adriana dovette affrontare, come donna e come studiosa di Dante, per l’incomprensione e gli ostacoli sollevati a livello istituzionale dal “vecchio” Cipa. Solo alla metà degli anni novanta il suo ruolo e i suoi meriti vennero riconosciuti e per Adriana, a settant’anni, iniziò una seconda e ancor più attiva giovinezza.

“È difficile trovare una persona che, come Adriana Mazzarella, abbia svolto una funzione così proficua di semina e di raccolta … Al nostro Cipa ha lasciato l’esperienza dell’interesse culturale e l’esempio della scientificità del suo lavoro, portato avanti sempre con l’occhio rivolto al cuore della psicologia analitica, che è quello della caduta e del rialzarsi, della trasformazione e del lavoro sulle immagini … Sono i tre passaggi che noi abbiamo la responsabilità, oggi, non solo di fare nostri, ma di farli diventare progetto per il futuro.”

L’intervento del presidente del Cipa è seguito da alcune testimonianze, sincere e toccanti, di chi ha avuto modo di lavorare a lungo con Adriana Mazzarella: allieve divenute analiste e gli editori del libro della sua vita, Alla ricerca di Beatrice. Il viaggio di Dante e l’uomo moderno.

 Di seguito il link ai 5 video inerenti la commemorazione al CIPA

 

commemorazione_AISPTAISPT Milano – Ricordando Adriana Mazzarella – 24 ottobre 2015

Nella sala della Fondazione Don Gnocchi, in cui si svolge la commemorazione dell’Aispt, il pubblico è meno numeroso, ma altrettanto attento e commosso.

Questa volta, dopo l’introduzione di Rosa Napoliello, la relazione di Marco Garzonio riprende e sviluppa ulteriormente i temi trattati il 16 ottobre 2015 alla presentazione della nuova edizione del libro di Adriana Mazzarella: “Alla ricerca di Beatrice, il titolo della grande opera di Adriana, rimanda a un’immagine: la vita è viaggio. Lungo strada sperimentiamo il travaglio e le attese del cammino. È la centralità del dantesco “Nel mezzo del cammin di nostra vita” da cui parte l’opera di Adriana Mazzarella e la sua testimonianza di donna e di analista. Il viaggio inizia all’esistenza e alle trasformazioni di questa … L’esperienza ti suggerisce la necessità di mappe, ma apprendi presto che sei tu a disegnare la topografia. L’itinerario sarà scandito dai passaggi che tu affronterai, dai cambiamenti che riuscirai ad imprimere, dai cambiamenti che imparerai a praticare dentro di te e a portare fuori. Batti orme già stampate da altri, conosciuti o ignoti, poco importa. Sei tu che tracci la via: varianti, alternative. Un analista vive di ciò. Adriana ne fu esempio …”

Viene letto quindi, e salutato alla fine con un grande applauso, il messaggio di cordoglio di Dieter Baumann: “… La mia amicizia con Adriana è unica, iniziò già dai primi anni settanta, quando mi accolse nel grembo della sua famiglia … Posso dire che attraverso l’impegno per una causa comune nacque lentamente un’esperienza speciale. A questo alludo con le parole scritte da Jung: “L’amicizia tra i sessi è una cosa altrettanto rara quanto preziosa”. Adesso mi vorrei rivolgere direttamente ad Adriana. Due aspetti della tua generosità, Adriana, sono: mi hai fatto partecipare alla nascita e crescita del tuo lavoro sulla Divina Commedia di Dante, che hai fatto rivivere per tutti gli assetati di senso nel giorno e nella notte di oggi; mi hai dato attivamente l’occasione di condividere i risultati dei miei lavori creativi con te e con le persone invitate da te per tutto il tempo che ci voleva. Ci vorrebbe una vita per dare innumerevoli esempi. Grazie, Adriana … ”

Segue la relazione di Sonia Giorgi, studiosa di Dante e psicoterapeuta: “Secondo Mazzarella, Dante ci porta alla conoscenza di come siamo fatti, onde arrivare a una trasformazione in primo luogo personale, ma anche collettiva e comunitaria. Si tratta dunque di abbracciare una visione politica in senso alto, basata su principi quali la disciplina e la giustizia del governo dei popoli, il superamento degli egoismi individuali e collettivi … affidandoci ai quali possa essere letta e modificata l’attuale situazione del mondo, caratterizzata dal caos e dalla sofferenza degli esseri umani, così simile a quella dei tempi di Dante stesso …”

Nel suo intervento Cristina Zannini ricorda il grande interesse di Adriana per i testi della spiritualità orientale e per la musica: “Alla Bhagavad Gita, il testo sacro dell’Induismo, Adriana è tornata diverse volte approfondendo sempre più il tema della crisi etica e spirituale in un mondo in trasformazione violenta … Ma solo la poesia e la musica hanno la capacità di esprimere la realtà di un tempo di crisi, rappresentandola e trascendendola. Al commento alla Gita di Sri Aurobindo e all’esperienza di abissale profondità del suo percorso spirituale e conoscitivo, Adriana ha saputo unire momenti di ascolto e condivisione silenziosa della musica di Bach, Chopin e soprattutto di Beethoven ...

Iolanda Stocchi commemora Adriana con un’immagine, come fosse un quadro di sabbie: “Come età poteva essermi madre, ma l’ho sempre vissuta più come grand-mère per la saggezza e la potenza che erano in lei … In questa immagine Virgilio invita Dante, dormiente o sognante, a contemplare la sirena e il mistero del femminile: la sirena come tentativo di incarnazione di un principio femminile, diffamato anche mitologicamente ...

Infine il ricordo di Eleonora Tramaloni, allieva e poi collega di Adriana: “Vorrei soffermarmi un momento sulla parola “Amore” come segno, come compendio di tutto quello che Adriana è stata e che ha realizzato in sé e con noi nella sua lunga e intensa vita. Il suo pensiero era lucido e analitico e sempre intensamente carico di Eros, realizzazione di quell’intelligenza del cuore faticosa da raggiungere e che rappresenta, come lei scrisse nell’Introduzione al Paradiso, il superamento di tutti quegli “stati precedenti che sembravano frammentari a quell’Unus Mundus originario da cui avevano avuto origine, che Dante chiama “amore” e che si manifesta come luce … ”

 Di seguito il link ai 6 video inerenti la commemorazione dell’Aispt

 

Clicca sui nomi per leggere il pdf degli interventi di: Marco Garzonio, Sonia Giorgi, Cristina Zannini, Iolanda Stocchi ed Eleonora Tramaloni.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>