{"id":1622,"date":"2018-04-21T13:15:05","date_gmt":"2018-04-21T11:15:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?page_id=1622"},"modified":"2018-07-07T15:19:07","modified_gmt":"2018-07-07T13:19:07","slug":"immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/","title":{"rendered":"L&#8217;Immagine mi guarda"},"content":{"rendered":"<p>di Iolanda Stocchi<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1628 alignleft\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-270x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-270x300.jpg 270w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-768x854.jpg 768w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-921x1024.jpg 921w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi.jpg 972w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/>Come mi ha insegnato Jung, ho sempre cercato di stare dentro l\u2019immagine perch\u00e9 <em>\u201ctutto ci\u00f2 di cui siamo consapevoli \u00e8 una immagine e (&#8230;) l\u2019immagine \u00e8 psiche\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Tanti anni fa ho iniziato a interrogare i bassorilievi dei capitelli delle chiese del romanico a cavallo dell\u2019anno mille, che sembravano parlare una lingua diversa, una <em>scrittura disegnata<\/em>.<br \/>\nIntorno a questi capitelli, a queste sculture di sirene \u00e8 nato un libro &#8211; <em>Il Silenzio delle Sirene. Figurazioni della psiche femminile <\/em>(Vivarium Editore, 2005) &#8211; che ha la struttura del gioco dell\u2019oca: 63 caselle con 63 immagini e testo in dialogo.<br \/>\nHo interrogato e ascoltato le sirene, cercando di non farle volare via come \u00e8 volata via la Sfinge per la risposta troppo intelligente di Edipo. Ho cercato di ascoltare il loro canto perch\u00e9 non diventasse un grido.<br \/>\nDa allora <em>\u201c<\/em>guardo le immagini che mi guardano<em>\u201d<\/em>, soprattutto quelle che i pazienti, nel Gioco della Sabbia, depositano in quel magico rettangolo che \u00e8 la sabbiera: il mondo partorito dalle loro mani che sognano.<br \/>\nUn dispositivo per far <em>accadere<\/em>, per sogni a occhi aperti che suscitano parole impossibili a dirsi. Qualcosa che ci appartiene esce da noi, ci guarda e ci ri-guarda, ci cura proprio perch\u00e9 ci eccede. <em>Ecografie di psiche<\/em>.<br \/>\nE in questo Adriana mi \u00e8 stata maestra. Spesso sento la sua voce che mi parla dentro.<\/p>\n<p>Le immagini che emergono dal Gioco della Sabbia, la cura di cui sono portatrici e la loro interpretazione sono al centro del mio recente libro <em>Il Gioco della Sabbia nella terapia con i bambini. La Pazienza dello Sguardo<\/em> (Vivarium Editore, 2018).<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 importante oggi ascoltare le immagini?<br \/>\nL\u2019immagine lascia un buco di silenzio, un\u2019apertura a un\u2019altra forma di coscienza e di conoscenza. Quando mi riferisco all\u2019immagine non intendo le immagini spazzatura, le <em>immagini-idolo<\/em>, ma intendo <em>l\u2019immagine <\/em>come<em> icona.<br \/>\n<\/em>La dimensione idolatra dell\u2019immagine si ferma a ci\u00f2 che vede, cosifica e mercifica.<br \/>\nIn quella iconica lo sguardo non si ferma a ci\u00f2 che vede, ma va<em> oltre<\/em> il visibile, lo attraversa, vede l\u2019invisibile.<br \/>\nDesidero parlare di quella che \u00e8 stata chiamata \u201csvolta iconica\u201d nella psicoanalisi, come bene dicono D. Chianese e A. Fontana in <em>Imaginando<\/em> (Franco Angeli Editore, 2000): \u201c<em>\u00c8 pura utopia e finanche violenza supporre, come si \u00e8 a lungo pensato in psicoanalisi, che le immagini possano essere ridotte a parole, peggio ancora, che le immagini siano un \u2018meno\u2019 di parole, le immagini semplicemente non sono parole, non sono strutturate n\u00e9 semanticamente n\u00e9 sintatticamente come il linguaggio, fanno venire alla luce mondi diversi da quelli che emergono dalle parole. Assumere tutto ci\u00f2 implica un\u2019ampia revisione, un \u201c iconic turn\u201d (\u2018svolta iconica\u2019) nell\u2019ambito psicoanalitico che coinvolge pi\u00f9 piani e pi\u00f9 sensi: il senso che diamo al sogno (un\u2019esperienza \u2018estetica\u2019 solo in parte riducibile a discorso); il senso che diamo all\u2019inconscio (che \u00e8 limitante pensare strutturato come un linguaggio nella misura in cui esso trattiene un legame essenziale con l\u2019immagine); il senso che diamo al campo della cura da intendersi non solo come campo della parola ma anche come campo dell\u2019immagine<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Per Jung sappiamo che l\u2019immagine \u00e8 davvero la via: <em>\u201cGli anni pi\u00f9 importanti della mia vita furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interiori. In quegli anni si decise tutto ci\u00f2 che era essenziale; tutto cominci\u00f2 allora\u201d. <\/em>(<em>Ricordi, sogni e riflessioni<\/em> a cura di Jaffe A., 1962)<br \/>\n<em>\u201cImmagine e senso sono identici, e come la prima si forma, il secondo si chiarisce\u201d.<br \/>\n<\/em>(Jung C.G., <em>Riflessioni sull\u2019essenza della psiche<\/em>, vol. 8, Bollati Boringhieri, 1947-1954).<\/p>\n<p>L\u2019immagine porta il senso e sta all\u2019origine del processo di chiarificazione del senso.<br \/>\nDesidero in questo spazio dire mostrando, da <em>dictum<\/em>: mostrare.<br \/>\nSappiamo che nel lavoro con i bambini pi\u00f9 di tante parole serve vedere: un disegno, una sabbia, i loro sguardi, i loro gesti. Sappiamo quanto un quadro di sabbie ci parla.<br \/>\nLe immagini e i gesti sono prima delle parole: per dire il dolore mi copro il volto con le mani, e i bambini a volte, prima di poter raccontare un sogno, lo disegnano.<\/p>\n<p>Desidero in questo appuntamento stagionale proporre Immagini e Parole in dialogo, non dimenticando lo stato di veglia della parola e lo stato di sogno dell\u2019immagine.<br \/>\nIl mio intento sar\u00e0 di interrogare le immagini, farle parlare. Mostrarle. Parole rispettose.<\/p>\n<p>Come dice bene la poesia:<\/p>\n<p><em>Le parole non bastano mai,<br \/>\n<\/em><em>Per favore qualcosa che non si consumi!<br \/>\n<\/em><em>Spazio al non detto,<br \/>\n<\/em><em>Oh! Intelligenza dei sentimenti,<br \/>\n<\/em><em>Sii intelligente, non razionalizzare!<br \/>\n<\/em><em>Fai svelamento! Fai svelamento con le parole!<br \/>\n<\/em><em>Salvare tutti i misteri<br \/>\n<\/em>M. Gualtieri<\/p>\n<p>Quella che desidero proporvi ora \u00e8 un\u2019immagine che mi sta molto a cuore perch\u00e9 rappresenta per me l\u2019essenza del Gioco della Sabbia ed \u00e8 tratta da un capitolo sullo sguardo nel libro <em>Il Gioco della Sabbia nella terapia con i bambini. La Pazienza dello Sguardo <\/em>\u00a0(Vivarium Editore, 2018).<\/p>\n<h2>Il Gioco della Sabbia: Guardare \u00e8 sognare. Lo Sguardo.<\/h2>\n<div id=\"attachment_1625\" style=\"width: 628px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1625\" class=\"size-full wp-image-1625\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Knap-Jan.jpg\" alt=\"\" width=\"618\" height=\"846\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Knap-Jan.jpg 618w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Knap-Jan-219x300.jpg 219w\" sizes=\"(max-width: 618px) 100vw, 618px\" \/><p id=\"caption-attachment-1625\" class=\"wp-caption-text\">Knap Jan<\/p><\/div>\n<p>La psiche tesse immagini: basti pensare ai sogni.<\/p>\n<p>Il GdS \u00e8 un dispositivo che favorisce l\u2019emergere di immagini dalla psiche che \u2014 attraverso il lavoro delle mani \u2014 si mostra. Una sorta di ecografia dell\u2019anima. Con il GdS entriamo in un\u2019area dove le emozioni, le parole diventano gesti, si trasformano in immagini, si materializzano in oggetti.<\/p>\n<p>Per questo motivo, per rimanere fedeli all\u2019oggetto della mia riflessione, desidero partire da un\u2019immagine che a mio avviso esprime l\u2019essenza della esperienza del GdS.<\/p>\n<p>L\u2019immagine mi guarda per essere compresa. In questo gioco il nostro sguardo deve essere paziente.<\/p>\n<p>Guardare \u00e8 interrogare con gli occhi. Cosa mostra questa immagine?<\/p>\n<p>Il bambino guarda verso qualcosa che noi non vediamo, e col suo sguardo ci indica una presenza invisibile: uno sguardo che lo sta guardando.<\/p>\n<p>Quel bambino \u00e8 al centro dell\u2019attenzione. \u00c8 solo, ma in presenza di qualcuno.<\/p>\n<p>Questa immagine ci comunica che il bambino si sente visto mentre gioca. Con una frase esprimo il pensiero-emozione di questa immagine: <em>essere soli alla presenza di qualcuno<\/em>, ovvero sentirsi sentiti. Mi interessa comprendere quale sguardo rende possibile questa esperienza.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 penso che \u2014 citando Berger \u2014 noi con il nostro sguardo abbiamo il compito di \u201c<em>accompagnare qualcosa di invisibile alla sua incalcolabile destinazione<\/em>\u201d.<\/p>\n<h2>Essere soli alla presenza di qualcuno<\/h2>\n<p>Per me \u2014 ancor prima di incontrare nei miei studi il pensiero di Winnicott e il GdS \u2014 una delle chiavi dell\u2019esistenza \u00e8 stata quella che successivamente ho trovato espresso nella sua frase-paradosso, <em>essere soli alla presenza di qualcuno<\/em>.<\/p>\n<p>Abbiamo necessit\u00e0 di uno sguardo che ci guardi, di un testimone silenzioso della nostra esistenza: che ci faccia esistere e ci lasci esistere. Questo sguardo d\u00e0 senso alla nostra vita. Questo <em>sentirsi sentiti<\/em> che ci fa esistere \u00e8 anche quello che ci cura, quello di cui abbiamo bisogno quando siamo feriti.<\/p>\n<p>\u00c8 lo sguardo che ci permette di <em>diventare genitori di noi stessi<\/em> ed \u00e8 anche quello che ci chiedono i bambini: di essere bambini dentro il nostro sguardo.<\/p>\n<p>Quante volte un bambino va a giocare dove c\u2019\u00e8 un adulto e non vuole che l\u2019adulto intervenga, ma lo vuole l\u00ec per potergli dire: <em>guarda! <\/em>Quel gioco, quel disegnare da <em>soli ma alla presenza di qualcuno<\/em> assumono un valore diverso: esistono. In questo <em>spazio libero e protetto<\/em> \u00e8 possibile \u2014 proprio attraverso il gioco \u2014 nascere a se stessi, ricreare e\/o riparare il proprio mondo psichico <em>rotto<\/em>.<\/p>\n<p>Questa esperienza per me si \u00e8 materializzata nel GdS, che ha come fondamento \u201c<em>lo spazio libero e protetto<\/em>\u201d di cui parla Kalff.<\/p>\n<p>Uno Sguardo che protegge e libera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Iolanda Stocchi Come mi ha insegnato Jung, ho sempre cercato di stare dentro l\u2019immagine perch\u00e9 \u201ctutto ci\u00f2 di cui siamo consapevoli \u00e8 una immagine e (&#8230;) l\u2019immagine \u00e8 psiche\u201d. Tanti anni fa ho iniziato a interrogare i bassorilievi dei capitelli delle chiese del romanico a cavallo dell\u2019anno mille, che sembravano parlare una lingua diversa, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;Immagine mi guarda - Adriana Mazzarella e Jung<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L&#039;Immagine mi guarda - Adriana Mazzarella e Jung\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di Iolanda Stocchi Come mi ha insegnato Jung, ho sempre cercato di stare dentro l\u2019immagine perch\u00e9 \u201ctutto ci\u00f2 di cui siamo consapevoli \u00e8 una immagine e (&#8230;) l\u2019immagine \u00e8 psiche\u201d. Tanti anni fa ho iniziato a interrogare i bassorilievi dei capitelli delle chiese del romanico a cavallo dell\u2019anno mille, che sembravano parlare una lingua diversa, [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Adriana Mazzarella e Jung\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2018-07-07T13:19:07+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-270x300.jpg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"6 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/\",\"url\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/\",\"name\":\"L'Immagine mi guarda - Adriana Mazzarella e Jung\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-270x300.jpg\",\"datePublished\":\"2018-04-21T11:15:05+00:00\",\"dateModified\":\"2018-07-07T13:19:07+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/#primaryimage\",\"url\":\"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-270x300.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-270x300.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"L&#8217;Immagine mi guarda\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/\",\"name\":\"Adriana Mazzarella e Jung\",\"description\":\"Jung, Sand Play Therapy, Dante Alighieri\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"L'Immagine mi guarda - Adriana Mazzarella e Jung","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"L'Immagine mi guarda - Adriana Mazzarella e Jung","og_description":"di Iolanda Stocchi Come mi ha insegnato Jung, ho sempre cercato di stare dentro l\u2019immagine perch\u00e9 \u201ctutto ci\u00f2 di cui siamo consapevoli \u00e8 una immagine e (&#8230;) l\u2019immagine \u00e8 psiche\u201d. Tanti anni fa ho iniziato a interrogare i bassorilievi dei capitelli delle chiese del romanico a cavallo dell\u2019anno mille, che sembravano parlare una lingua diversa, [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/","og_site_name":"Adriana Mazzarella e Jung","article_modified_time":"2018-07-07T13:19:07+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-270x300.jpg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Tempo di lettura stimato":"6 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/","url":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/","name":"L'Immagine mi guarda - Adriana Mazzarella e Jung","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-270x300.jpg","datePublished":"2018-04-21T11:15:05+00:00","dateModified":"2018-07-07T13:19:07+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/#primaryimage","url":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-270x300.jpg","contentUrl":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/iolanda-stocchi-270x300.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/immagine-mi-guarda-di-iolanda-stocchi\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"L&#8217;Immagine mi guarda"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/#website","url":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/","name":"Adriana Mazzarella e Jung","description":"Jung, Sand Play Therapy, Dante Alighieri","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1622"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1622"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1622\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1770,"href":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1622\/revisions\/1770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}