{"id":1659,"date":"2018-04-28T11:22:52","date_gmt":"2018-04-28T09:22:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?page_id=1659"},"modified":"2023-03-31T08:39:51","modified_gmt":"2023-03-31T06:39:51","slug":"dante-a-scuola-2017-18-non-solo-letteratura-ma-anche-esperienza-di-vita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/dante-a-scuola-2017-18-non-solo-letteratura-ma-anche-esperienza-di-vita\/","title":{"rendered":"Dante a scuola 2017-18: non solo letteratura, ma anche esperienza di vita"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1683\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Murale-di-Simone-Marchesi-a-Ravenna.jpg\" alt=\"\" width=\"558\" height=\"674\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Murale-di-Simone-Marchesi-a-Ravenna.jpg 558w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Murale-di-Simone-Marchesi-a-Ravenna-248x300.jpg 248w\" sizes=\"(max-width: 558px) 100vw, 558px\" \/><\/p>\n<p>Per sei settimane &#8211; dalla fine di febbraio all&#8217;inizio di aprile 2018 &#8211; in una scuola media di Rovereto (IC Luigi Negrelli) si \u00e8 sperimentato un nuovo modo di studiare Dante e la <em>Divina Commedia<\/em>.<\/p>\n<p>Base della sperimentazione e garanzia scientifica \u00e8 il libro di Adriana Mazzarella, <em>Alla ricerca di Beatrice. Dante e Jung<\/em>. L&#8217;iniziativa \u00e8 partita dalla dirigente scolastica Alessandra Sighele, formata dalla dottoressa Mazzarella al CIPA di Milano, che si \u00e8 avvalsa della collaborazione di due esperti, il dottor Fabio Biasi, Procuratore della Repubblica per i minorenni, e Renata Lanzi, psicomotricista con esperienza di teatro per ragazzi, figlia della dottoressa Mazzarella. Coinvolti in prima persona, naturalmente, gli insegnanti delle tre classi interessate (due di III e una di II).<\/p>\n<p>Gli incontri settimanali con le classi sono stati binari, ossia due per ognuno dei tre canti della Commedia presi in esame: la selva e Virgilio (c. I), il dubbio e le tre donne benedette (c. II), Paolo e Francesca (c. V). Il primo dei due incontri, gestito dalla dirigente scolastica, \u00e8 stato dedicato alla discussione collettiva del canto, gi\u00e0 spiegato in classe nei suoi aspetti letterari e storici; molto ammirato dagli studenti il dottor Biasi, che recita l&#8217;intero canto a memoria. Nel secondo incontro, gestito da Renata Lanzi, sono emersi e sono stati elaborati collettivamente &#8211; attraverso la drammatizzazione, la simulazione narrativa, i giochi di ruolo &#8211; alcuni momenti esperienziali legati al tema: la paura, l&#8217;angoscia, il bisogno di una guida e di protezione, la rabbia, il coraggio, l&#8217;amore e la passione.<\/p>\n<p>In questo modo, lasciandosi coinvolgere nella narrazione, gli studenti non solo hanno approfondito lo studio dei canti, ma hanno anche &#8220;sentito&#8221; che il racconto di Dante riguarda da vicino ciascuno di loro: la Commedia \u00e8 diventata dunque un &#8220;luogo&#8221; di formazione personale e di auto-educazione.<\/p>\n<p>Al termine dell&#8217;anno scolastico l&#8217;IC Luigi Negrelli pubblicher\u00e0 un opuscolo con la descrizione e la valutazione di questa esperienza. Ma gi\u00e0 \u00e8 maturata la decisione di portare avanti il progetto anche il prossimo anno, e altri istituti superiori, a Rovereto e a Trento, si sono dichiarati pronti a ospitare la sperimentazione, che non \u00e8 solo letteratura ma anche esperienza di vita per docenti e studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Clicca sull&#8217;immagine per vederla in alta risoluzione<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Dante-a-scuola-Rovereto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1685\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Dante-a-scuola-Rovereto-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Dante-a-scuola-Rovereto-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Dante-a-scuola-Rovereto-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Dante-a-scuola-Rovereto-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Dante-a-scuola-Rovereto-510x382.jpg 510w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Dante-a-scuola-Rovereto-1080x810.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla fine dell&#8217;anno scolastico 2017-18 hanno pubblicato sul suo sito in formato PDF un \u201clibricino\u201d intitolato \u00a0\u00abDante, una guida preziosa \u2013 Un percorso didattico innovativo per un approccio emozionale ed esperienziale alla letteratura\u00bb. Attraverso le testimonianze dirette dei protagonisti \u2013 esperti, professori, studenti \u2013 esso documenta i passaggi e i risultati della sperimentazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/dante-a-rovereto-copertina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1784\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/dante-a-rovereto-copertina-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/dante-a-rovereto-copertina-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/dante-a-rovereto-copertina-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/dante-a-rovereto-copertina-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/dante-a-rovereto-copertina-1080x1527.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Librino-Dante-a-Rovereto.pdf\">Scarica il libricino completo <em>Dante a Rovereto<\/em><\/a><\/p>\n<p><strong>dott.ssa Alessandra Sighele \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Con il progetto \u00abDante, una guida preziosa\u00bb si \u00e8 inteso fare della conoscenza il luogo della crescita e della formazione. Come ha scritto Jacques Delors, l\u2019importante nelle attivit\u00e0 scolastiche \u00e8 promuovere \u201ci quattro pilastri base dell\u2019azione educativa: imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere insieme, imparare ad essere. Alla scuola il compito di coltivarle nell\u2019ambito del curricolo scolastico\u201d (vedi il <em>Libro bianco <\/em>della Commissione Europea e il suo testo <em>Nell\u2019educazione un tesoro<\/em>).<\/p>\n<p><em>Questo \u00e8<\/em> dunque un progetto a sostegno del &#8220;curricolare&#8221;, a sostegno dell\u2019innovazione in una scuola che orienti il proprio agire all\u2019aspetto formativo degli studenti, alla loro crescita personale e che sia in grado di promuovere e sostenere la formazione di competenze sostanziali cos\u00ec che la scuola sia anche e soprattutto \u201cscuola di vita\u201d.<\/p>\n<p>I giovani, che sono i costruttori del nuovo mondo, hanno bisogno di conoscere le loro radici, tanto pi\u00f9 in un mondo globalizzato come il nostro. Chiedono quindi a gran voce di superare il disorientamento e la perdita di valori di riferimento. Con questo progetto si intende iniziare a sopperire, almeno in parte, a questi bisogni.<\/p>\n<p>Il percorso di lettura della <em>Divina Commedia<\/em>, esperienziale e interdisciplinare allo stesso tempo, ha avuto come filo conduttore il cammino di Dante accompagnato da Virgilio, guida, maestro e mentore del grande Poeta. Dante sollecita l\u2019uomo ad avere fiducia nelle proprie forze e a non cedere alla tentazione di retrocedere o di farsi fagocitare dagli <em>idola <\/em>esterni. La finalit\u00e0 del progetto \u00e8 stata dunque \u201cantropologica\u201d: si \u00e8 cio\u00e8 attinto al messaggio di Dante secondo il quale ogni uomo \u00e8 in grado di essere padrone di se stesso, per trovare elementi di crescita e di speranza per i nostri studenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>dott. Fabio Biasi <\/strong><\/p>\n<p>Da qualche tempo mi sono messo a studiare la <em>Divina Commedia <\/em>a memoria. Ho cominciato dall\u2019inizio (proprio come un bravo studente) e vado avanti piano piano e con ordine, quando il tempo me lo consente. Non ho fretta, anche perch\u00e9, come dice Dante, la fretta \u201cogni belt\u00e0 dismaga\u201d; \u00e8 anche bello arrivare agli obiettivi con calma, dopo aver digerito, assimilato e capito nel profondo quello che si \u00e8 studiato. La cosa sorprendente \u00e8 che una volta che si \u00e8 imparato a memoria, non si dimentica pi\u00f9: quell\u2019episodio, quel personaggio, quel modo di dire rimangono dentro di noi e ci rendono pi\u00f9 ricchi e pi\u00f9 vivi.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno ho potuto condividere con studenti di scuola media quanto sia importante non solo l\u2019uso della memoria finalizzata a scopi didattici, ma anche quanto essa sia strumento fondamentale per trattenere dentro di s\u00e9 parole di vita. Seppur parziale, la mia esperienza con i ragazzi mi ha permesso di scorgere stupore e meraviglia nel loro sguardo proprio quando la parola poetica del poema dantesco prendeva corpo come parola recitata. Veniva forse, chiss\u00e0, percepita l\u2019aura sacrale che il tempo sospeso e quasi liturgico della prosodia restituiva alle terzine dantesche. Ecco che allora, l\u2019ascolto dei ragazzi era rapito non solo e non tanto dal messaggio &#8211; abbastanza oscuro per menti non pienamente addentro alla lettera del testo &#8211; ma piuttosto dal suono, dal carico emotivo che silenzi, pause, espressioni somatiche e impennate di tono donavano al dettato dei versi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>dott.ssa Renata Lanzi <\/strong><\/p>\n<p>La nostra cultura occidentale \u00e8 ancora profondamente condizionata dalla dicotomia materia-spirito. La supremazia della parola ha fatto s\u00ec che la scuola si sia occupata molto poco di comunicazione non verbale e ancor meno di espressione del corpo e con il corpo. Come psicomotricista sono convinta che ogni modo d\u2019essere interiore al soggetto abbia poi la sua manifestazione immediata e profonda nella vita del corpo, nel respiro, nel movimento, nel livello tonico, nel grado di apertura o chiusura verso l\u2019esterno e verso gli altri.<\/p>\n<p>Sin dagli albori della nostra vita, il corpo con il suo movimento \u00e8 sede e veicolo, prima ancora della parola, dei nostri vissuti pi\u00f9 profondi, della nostra emotivit\u00e0 e dei sentimenti che plasmeranno poi il nostro modo di essere adulti. Il corpo \u00e8 quindi veicolo primario del nostro modo di essere al mondo e del nostro agire nello spazio. Esso \u00e8 sempre portatore di significato e utilizzando un linguaggio proprio \u00e8 comunque depositario di emozioni.<\/p>\n<p>Abbiamo quindi proposto ai ragazzi momenti in cui si sono concordati un \u201ctempo\u201d e uno \u201cspazio\u201d dedicati all\u2019ascolto, allo sguardo reciproco, a sentire come si respirava e infine a come ci si muoveva e a come si muovevano gli altri. Ci si osservava, ci si toccava, ci si sorreggeva a vicenda e ci si guidava in un territorio circoscritto.<\/p>\n<p>Abbiamo cercato di dare ai ragazzi occasioni per sperimentare la capacit\u00e0 di esprimersi e di inventare con il corpo, con la musica e con altri mezzi espressivi. Cos\u00ec i ragazzi sono stati aiutati a prendere coscienza di s\u00e9 e dei propri vissuti: disorientamento, confusione, bisogno di aiuto, la dimensione del guidare e dell\u2019essere guidati, il prendersi cura di se stessi e degli altri, l\u2019essere in bal\u00eca del carisma dell\u2019altro, la forza del gruppo, la paura di essere giudicati e di rimanere soli e molte altre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>prof.ssa Cristina Miorandi <\/strong><\/p>\n<p>Quando mi venne proposto di attuare un progetto cos\u00ec particolare e corposo sulla <em>Commedia <\/em>e di \u201cvivere\u201d l&#8217;opera dantesca in una classe seconda, risposi con immediato entusiasmo senza per\u00f2 nascondere, a me stessa <em>in primis<\/em>, un po\u2019 di timore. La sfida sarebbe stata, infatti, quella di intraprendere \u201cun viaggio\u201d con i miei alunni, un viaggio straordinario nel quale avremmo visitato mondi fantastici, immaginato situazioni, incontrato personaggi, provato sentimenti ed emozioni forti. Ma soprattutto ci saremmo collegati alla vita vissuta dai ragazzi e alla loro seppur ancor breve esperienza affettivo-emotiva, scoprendo e scandagliando paure, desideri e intime incertezze, sia nei rapporti con i pari che con gli adulti. I risultati positivi non si sono fatti attendere: gi\u00e0 <em>in itinere<\/em>, dunque, i miei preadolescenti dimostravano capacit\u00e0 di ascolto e di ragionamento che superavano di gran lunga le attese. Sia le attivit\u00e0 in aula che quelle esperienziali hanno offerto loro l&#8217;opportunit\u00e0 di crescere e di aprirsi, esponendosi e confrontandosi, in un crescente rapporto di fiducia nell&#8217;insegnante e negli esperti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>prof.ssa Anna Scarpato<\/strong><\/p>\n<p>Gli incontri nei laboratori sono stati un vero successo; l\u2019esperienza pratica di quanto emerso nelle riflessioni sui canti ha fatto in modo che sentissero e rappresentassero con il corpo le emozioni provate nei giorni precedenti. Durante i giochi di fiducia essi hanno provato la responsabilit\u00e0 di \u201cguidare\u201d qualcuno impossibilitato a vedere e poi la difficolt\u00e0 di lasciarsi andare, abbandonarsi nella certezza della presenza di un compagno che li prende e gli impedisce di cadere, fidarsi e lasciarsi indicare la strada attraverso il suono, quale unico strumento della guida per fargli evitare pericoli e superare ostacoli. Di indiscusso successo la presenza di adulti gi\u00e0 noti che si sono messi totalmente e sinceramente in gioco, che hanno offerto le loro esperienze ed hanno condiviso ogni fase del lavoro sia intellettuale che ludico ed esperienziale.<\/p>\n<p>Un cammino impegnativo, che ha previsto una lunga fase preparatoria sia dal punto di vista progettuale che dal punto di vista propedeutico ma fortemente educativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>prof. Angelo Scottini<\/strong><\/p>\n<p>I miei alunni, inizialmente titubanti e forse un po\u2019 ingessati anche per la presenza di adulti e di figure istituzionali, hanno comunque colto questa come occasione per operare un percorso dentro di s\u00e9 e dentro il loro vissuto, per esporre esperienze personali, emozioni, paure, desideri, speranze e perplessit\u00e0. I concetti di \u201cguida\u201d, \u201dsmarrimento\u201d e di \u201ctrascinamento\u201d sono stati gli argomenti che pi\u00f9 hanno coinvolto i ragazzi nei loro interventi in occasione dei cosiddetti \u201claboratori esperienziali\u201d. Una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 gradite e pi\u00f9 coinvolgenti \u00e8 stata proprio quella dove, in coppia, un compagno guidava l&#8217;altro bendato, grazie al solo supporto del suono prodotto da uno strumento musicale. Chi guidava aveva il peso della responsabilit\u00e0, chi era guidato incarnava la paura dello smarrimento, dell\u2019assenza di punti di riferimento visivi come solo pu\u00f2 essere per chi soffre di cecit\u00e0. Questo non \u00e8 banalizzare un testo, ma \u00e8 piuttosto una modalit\u00e0 viva e coinvolgente di incarnarne lo spirito attraverso i suoi simboli, cosa che forse solo il teatro riesce a fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alcuni studenti della II^B <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Valentina Albertini <\/em><\/p>\n<p>Quando l&#8217;esperta ci ha portato in Aula Magna per la prima volta, ci ha fatto ascoltare una musica che trasmetteva molte emozioni. Quella pi\u00f9 forte era la paura e, quando la musica alzava i toni, mi metteva pi\u00f9 agitazione e paura. Secondo me, la mia guida dovrebbe essere una persona che mi conosce molto molto bene e dovrebbe saper cos&#8217;\u00e8 giusto per me e cosa \u00e8 sbagliato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Yamina Belarbi <\/em><\/p>\n<p>L&#8217;esperta Renata, ci ha fatti sedere in ordine sparso e ci ha fatto esprimere i nostri sentimenti attraverso la danza. Poi ci ha fatto ascoltare una musica che in certi punti era forte e in altri non si sentiva nemmeno. Certi miei compagni si sono lasciati trasportare. A me ha colpito molto la Dirigente perch\u00e9 si \u00e8 completamente lasciata trasportare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Francesco Bernuzzi <\/em><\/p>\n<p>Abbiamo cos\u00ec parlato delle qualit\u00e0 che dovrebbe avere la nostra guida e io mi sono trovato a mio agio a parlarne. Ma abbiamo riflettuto anche sui legami, sull&#8217; amore e sulle passioni. Questa attivit\u00e0 su Dante \u00e8 stata stupenda perch\u00e9 ci pu\u00f2 aiutare a risolvere dei nostri problemi in quanto il pensiero di Dante \u00e8 attuale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Emma Carlini <\/em><\/p>\n<p>Il secondo incontro in aula magna \u00e8 stato bellissimo! Abbiamo provato ad esprimere dei sentimenti attraverso il nostro corpo. \u00c8 stato sorprendente vedere i miei compagni da questo punto di vista, ho capito che alcuni riescono ad esprimersi meglio con il corpo e altri a parole. Abbiamo poi affrontato il V canto e discusso del trascinamento. I protagonisti sono Paolo e Francesca, i due amanti morti perch\u00e9 si sono lasciati trasportare dalla passione. Per me questo \u00e8 il canto pi\u00f9 bello perch\u00e9 ha dentro un sacco di verit\u00e0 nascoste e che continui a cercare di scoprire, facendoti domande. Ad es.: perch\u00e9 Paolo e Francesca, che non hanno fatto niente di male, si trovano all&#8217;Inferno?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Alessandra Carrassi <\/em><\/p>\n<p>L&#8217;esperta Renata ha cercato di farci provare le emozioni che provava Dante, per esempio davanti alle tre fiere. Se io fossi stata nei suoi panni, sarei morta d&#8217;infarto!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Anastasia Gerola <\/em><\/p>\n<p>In classe, uno dei protagonisti \u00e8 stato il giudice Biasi. Quando ci recitava i canti, io ero in un altro mondo. Riesce a trasmettermi paura e nello stesso tempo mi impressiona e mi chiedo se un giorno potr\u00f2 riuscire anch&#8217;io a recitare tutto a memoria e in modo cos\u00ec espressivo! Alla fine della recitazione abbiamo discusso sulla paura di Dante, sulle tentazioni e sul farsi trascinare dalle passioni che i dannati hanno provato, sul forte sostegno di Virgilio a cui Dante si poteva affidare. Abbiamo anche capito che, in fondo, i motivi dei problemi del 1300 sono gli stessi di quelli del 2018! Gli incontri in aula magna sono stati coordinati dall&#8217;esperta di teatro, Renata. Con lei \u00e8 stato molto liberatorio e, senza rendermene quasi conto, divertendomi, ho imparato cose che mi resteranno impresse per sempre nella memoria e incise nel cuore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Oc\u00e9ane Larcher <\/em><\/p>\n<p>Il lavoro sul secondo canto \u00e8 stato il mio preferito, perch\u00e9 abbiamo parlato della guida e della fiducia; mi ha fatto capire molte cose e, anche questa volta, abbiamo riportato Dante alla realt\u00e0 di oggi! In aula magna \u00e8 stata un&#8217;esperienza fantastica! Abbiamo lavorato soprattutto in coppia, ma il bello \u00e8 stato che, senza fiducia, non sarebbe stato possibile svolgere l&#8217;attivit\u00e0! Io ed Asya, infatti, ci siamo messe in gioco e ce l&#8217;abbiamo fatta! Alla fine abbiamo ascoltato una bellissima canzone di Battiato, &#8220;La cura&#8221; che, secondo me, cantata da Noemi era il doppio pi\u00f9 affascinante! Parlava della cura e della protezione che dobbiamo avere nei confronti di una persona. Il V canto \u00e8 forse il pi\u00f9 affascinante. Abbiamo parlato del trascinamento e delle passioni che in vita, spesso, ci travolgono. \u00c8 stato interessante perch\u00e9, da qui, ci siamo collegati al discorso sui cellulari e sulla droga. Dante mi ha insegnato che nella vita, per affrontare i momenti pi\u00f9 difficili e pieni di ostacoli, c&#8217;\u00e8 bisogno di una persona che ci dia coraggio e tranquillit\u00e0: una guida! Mi a anche insegnato che non bisogna farsi trascinare dalle passioni e bisogna essere responsabili!<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Andrea Manfrini <\/em><\/p>\n<p>Dopo la recitazione del V canto a memoria da parte del giudice Biasi, abbiamo parlato delle cose che nella vita ci trascinano, come per esempio il cellulare che crea dipendenza anche se \u00e8 molto utile in alcuni casi. Certe persone, se non hanno il nuovo modello di telefonino, si sentono diverse dagli altri. Personalmente mi sono divertito perch\u00e9, gi\u00e0 mettersi in cerchio, vuole dire: parliamo e discutiamo insieme. Quando il giudice Biasi recitava, mi veniva la pelle d&#8217;oca e provavo una sensazione bellissima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Carlotta Sfredda<\/em><\/p>\n<p>Un&#8217;altra cosa che mi ha colpita, \u00e8 stata quando il giudice Biasi ha recitato, immedesimandosi molto in Dante. I gesti, gli accenti sulle parole, gli occhi chiusi nei momenti in cui Dante, probabilmente, li chiudeva per cercare di scappare da quello che sembrava un incubo. Si vedeva che Dante gli piaceva, insomma, come avr\u00e0 fatto ad imparare tutti quei versi a memoria?! Solo uno molto appassionato che mette il cuore in quello che fa, ce la potrebbe fare! Credo veramente che tutti gli insegnamenti che Dante ha voluto farci arrivare mi resteranno per sempre nel cuore e cercher\u00f2 di farne buon uso nel corso della mia vita. In uno degli incontri non ho saputo dire chi fosse la mia guida o come dovrebbe essere. Siccome non provo stima nei miei confronti, una persona che mi dicesse che va tutto bene e che ci fosse se ne avessi bisogno, sarebbe molto d&#8217;aiuto. Per me sentirsi smarriti \u00e8 s\u00ec perdersi in una grande citt\u00e0 o in una foresta, ma \u00e8 anche l&#8217;emozione di sentirsi soli, quando non si sta bene in gruppo. Da Dante dobbiamo imparare molto, soprattutto che, senza un po&#8217; di oscurit\u00e0, non riusciremo mai a vedere la luce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Leonardo Shaini <\/em><\/p>\n<p>Pensavo che questa attivit\u00e0 sarebbe stata un po&#8217;noiosa che ci avrebbero interrogati, ma abbiamo imparato ad esprimere le nostre emozioni. Non vedo l&#8217;ora di raccontare tutto alla mia famiglia e ai miei conoscenti, perch\u00e9 siamo stati la prima classe II a sperimentare il progetto su Dante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Petra Targher <\/em><\/p>\n<p>In Aula Magna, la nostra guida \u00e8 stata Renata. Abbiamo lavorato su come dire qualcosa senza parlare, cio\u00e8 con il corpo. Mi \u00e8 piaciuto molto perch\u00e9 ci siamo messi tutti alla pari ed abbiamo espresso quello che solitamente non diciamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Nicola Tasini <\/em><\/p>\n<p>Il giudice Biasi \u00e8 molto bravo a recitare; quando ha recitato a memoria il I canto, non solo mi \u00e8 venuta la pelle d&#8217;oca, ma mi \u00e8 venuta voglia di ricominciare tutto l&#8217;inferno da capo! Secondo me, tra 100 anni le persone leggeranno ancora Dante perch\u00e9 non pu\u00f2 essere dimenticato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Davide Todeschi <\/em><\/p>\n<p>Prima che iniziasse il progetto con gli esperti, avevo paura che fosse una noia mortale, ma mi sbagliavo. Non mi aspettavo discutessimo sulle nostre paure, sulle nostre guide, sull&#8217;essere trascinati dalle cose, dalle droghe, dai cellulari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Asya Verdoliva <\/em><\/p>\n<p>A dire la verit\u00e0, io non sono una fanatica di Dante, ma l&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 stata interessante e da questo progetto ho capito e portato via molto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alcuni studenti della III^B<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Vanessa Acquaviva <\/em><\/p>\n<p>Il giudice Biasi ha recitato a memoria il primo canto dell\u2019Inferno dando espressione al volto e alle parole. Dalla sua mimica facciale si poteva capire che Dante mentre \u201cviaggiava\u201d nella selva oscura era spaventato e si sentiva perso. Nell\u2019ultimo incontro abbiamo realizzato un cartellone su cui abbiamo incollato delle foto che rappresentavano le nostre passioni, le cose di cui non potevamo fare a meno: i nostri \u201ctrascinamenti\u201d. La maggioranza degli alunni \u00e8 trascinata dalle apparecchiature elettroniche, soprattutto i cellulari e il computer. Un altro trascinamento almeno per me \u00e8 la musica di cui non posso fare a meno. <em>\u00c8<\/em> un\u2019esperienza che rifarei volentieri.<\/p>\n<p><em>Valentina Bonazza <\/em><\/p>\n<p>Per me \u00e8 stato alcune volte difficile; non sono una persona che si fida facilmente e non mi piace \u201cmettere a nudo\u201d i miei sentimenti. Con grande ammirazione da parte mia, alcuni miei compagni sono riusciti a raccontare la loro opinione senza alcun problema, senza alcuna apparente insicurezza e questo mi ha colpito molto, soprattutto quando si parlava delle \u201cguide\u201d. Secondo me la guida \u00e8 \u201cuna cosa personale\u201d e il rapporto tra guida e guidato lo devono conoscere solo loro. Tutto il lavoro mi ha fatto riflettere molto: ho capito che l\u2019insicurezza e la paura sono le emozioni pi\u00f9 umane di tutte e che bisogna saperle tenere a bada, non \u201cdimenticarle\u201d, perch\u00e9 qualche volta un po\u2019 di paura fa bene, ma metterla in un angolo qualche volta \u00e8 ancora meglio. Ho capito che Dante pu\u00f2 insegnarci pi\u00f9 di quanto sembri perch\u00e9 non \u00e8 poi cos\u00ec lontano.<\/p>\n<p><em>Gabriele Candioli <\/em><\/p>\n<p>All\u2019inizio del progetto mi aspettavo che fosse noioso invece \u00e8 stato molto interessante. Mi sono piaciuti soprattutto i laboratori, in particolare quello in cui sono stati organizzati i \u201cgiochi di fiducia\u201d. Secondo me per rendere migliore il progetto bisognerebbe far partecipare tutti in maniera attiva, con pi\u00f9 entusiasmo per contagiare anche l\u2019alunno pi\u00f9 timido. Ho cercato di immedesimarmi nella persona di Dante e credo che in una situazione del genere avrei provato solo terrore. Nessuno nella mia classe, nemmeno io so cosa vuol dire \u201ccorrere per sopravvivere\u201d: se fossi stato nella situazione di Dante non sarei riuscito a restare calmo.<\/p>\n<p><em>Federico Casagrande <\/em><\/p>\n<p>Questo progetto mi ha fatto scoprire molti aspetti della mia adolescenza: l\u2019importanza dell\u2019amicizia, la conoscenza di chi ti puoi fidare veramente, che in ogni momento buio della vita prima o poi la luce torner\u00e0. Ho imparato a non farmi tentare da inutili trascinamenti e soprattutto ho capito che ognuno di noi ha bisogno di una guida nei momenti difficili della vita. In un periodo buio della nostra vita familiare io sono riuscito a superare il dolore e la paura grazie ai miei nonni.<\/p>\n<p><em>Katarina Devedzic <\/em><\/p>\n<p>Io sono una persona che non riuscir\u00e0 mai a fidarsi degli altri, viste le mie esperienze personali; molte volte avrei bisogno di una guida, una persona che mi incoraggiasse, che mi sostenesse, avesse cura di me, come il cantautore Battiato canta nella canzone \u201cLa cura\u201d che abbiamo ascoltato durante il laboratorio, ma ho imparato a cavarmela da sola. Spesso ho paura di dire o di fare qualcosa di sbagliato e allora mi chiudo in me stessa e faccio \u201cla forte\u201d per non mostrare agli altri che sto male. Tutta la mia vita l\u2019ho trascorsa sentendomi dire che andr\u00e0 tutto bene ma poi non \u00e8 stato cos\u00ec, tante bugie che hanno aumentato le paure e mi fanno soffrire. Questo laboratorio mi ha fatto riflettere molto su me stessa e consiglio a tutti questo progetto.<\/p>\n<p><em>Nensi Ereqi <\/em><\/p>\n<p>La lezione in aula che mi ha colpita di pi\u00f9 \u00e8 stata decisamente la prima; infatti sono rimasta molto attratta, catturata dal modo coinvolgente di recitare del giudice; l\u2019anno scorso i canti studiati sui libri i sembravano pi\u00f9 astratti di quelli recitati. Tutto il progetto mi ha fatto riflettere molto sulla mia vita da adolescente, sulle mie tentazioni, sulle mie attrazioni, quindi anche sul rapporto con gli altri. Mi sento molto onorata di aver fatto parte di questo Progetto, perch\u00e9 mi sono divertita, ho interagito con gli altri ed ho veramente aperto gli occhi e tutto questo grazie a Dante.<\/p>\n<p><em>Nicholas Napoli <\/em><\/p>\n<p>Durante i giochi sulla \u201cfiducia\u201d mi sono divertito molto e ho imparato quanto sia importante potersi fidare di qualcuno<\/p>\n<p><em>Paolo Rigo <\/em><\/p>\n<p>Il Progetto mi \u00e8 piaciuto molto, avrei voluto avere la capacit\u00e0 di mettermi pi\u00f9 in gioco, ma questo \u00e8 dovuto alla mia timidezza. Ho trovato \u201cmagnetico\u201d il modo in cui il giudice Biasi ha recitato e spiegato il canto.<\/p>\n<p><em>Mariam Sassi <\/em><\/p>\n<p>In questi anni alle Medie ho capito che non puoi dare subito fiducia alle persone appena conosciute perch\u00e9 questo mi ha messo davvero in difficolt\u00e0. Dante mi ha insegnato che \u00e8 importante scegliere le persone che vuoi accanto.<\/p>\n<p><em>Nicole Schluderbacher <\/em><\/p>\n<p>A me \u00e8 piaciuto molto questo progetto, soprattutto le parti esperienziali perch\u00e9 ci siamo divertiti insieme e abbiamo visto gli adulti uscire dal loro ruolo istituzionale e diventare guide diverse. Anche i giorni in cui abbiamo parlato in classe \u00e8 stato comunque diverso dalle solite lezioni perch\u00e9 eravamo tutti in cerchio e ci potevamo guardare in faccia, adulti compresi. A guardare i volti dei miei compagni si \u00e8 notato che, per alcuni, abbiamo parlato di tematiche difficili da affrontare. L\u2019attivit\u00e0 esperienziale che mi \u00e8 piaciuta di pi\u00f9 \u00e8 stata quella legata al II canto, quindi quella sulla fiducia e la cura dell\u2019altro. E\u2019 stato difficile parlare di noi davanti a persone che non ci conoscono bene: quando trovavo qualcosa che mi rispecchiava la maggior parte delle volte sono stata in silenzio e ho meditato dentro di me.<\/p>\n<p><em>Tommaso Speri <\/em><\/p>\n<p>Il quarto incontro, svolto in laboratorio, \u00e8 stato fantastico, il pi\u00f9 divertente ed il migliore per me. Il primo esercizio \u00e8 stato quello di dividersi in gruppi, uno di noi a turno, si posizionava al centro di ciascun gruppo e doveva fidarsi dei suoi compagni e lasciarsi cadere tra le loro braccia. Personalmente all\u2019inizio avevo un po\u2019 di paura ma sentivo una parte di me che mi diceva: \u201clasciati cadere, fidati!\u201d Quando sono stato bendato e di fronte a me era tutto buio, ho provato un senso profondissimo di smarrimento ma la mia guida mi faceva capire di star calmo e di seguirlo. Ho sentito nel cuore l\u2019importanza di avere una guida nella propria vita.<\/p>\n<p><em>Gian Marco Tonelli <\/em><\/p>\n<p>Grazie a questo percorso ho capito che non sono l\u2019unico in difficolt\u00e0 ma che anche i miei compagni lo sono; abbiamo paura del futuro, di quello che ci aspetta un domani non troppo lontano; anche loro hanno bisogno di una guida perch\u00e9 si sentono spaesati e in questo periodo non riescono a stare molto attenti e vigili perch\u00e9 hanno la testa da tutt\u2019altra parte: proprio come me.<\/p>\n<p><em>Lorenzo Tovazzi <\/em><\/p>\n<p>Nel V canto Dante si dispera di fronte alle anime dannate che si trovano nell\u2019Inferno perch\u00e9 sono state trascinate dalle loro passioni, come il cibo e l\u2019amore. Dante prova compassione in particolare davanti a due figure che nonostante siano trascinate e sbattute dal vento non si separano mai: Paolo e Francesca. Dopo aver ascoltato la loro storia Dante sviene. Grazie all\u2019analisi di questi versi abbiamo discusso anche delle nostre attrazioni e di quelle dei giovani in generale. Le passioni possono essere positive, come lo sport ed il gruppo di amici o negative come l\u2019uso errato delle tecnologie, il gioco d\u2019azzardo o il bullismo. Ho trovato molto originale l\u2019idea del laboratorio esperienziale anche se inizialmente mi sentivo in difficolt\u00e0 ad esprimermi attraverso il corpo. Sono stato soddisfatto al termine del quarto incontro perch\u00e9 durante l\u2019attivit\u00e0 sono riuscito a far lavorare tranquillamente un compagno in difficolt\u00e0 e a prendermi cura di lui. Questo mi ha investito per\u00f2 di una responsabilit\u00e0 maggiore.<\/p>\n<p><em>Chiara Zefi <\/em><\/p>\n<p>L\u2019esperienza \u00e8 stata perfetta, non cambierei nulla. Lo scopo, secondo me \u00e8 stato quello di farci confrontare, di farci lavorare in gruppo, parlare delle nostre paure e delle nostre esperienze. Conoscere meglio Dante \u00e8 stato proprio utile a questo: farci riflettere sulle nostre vite.<\/p>\n<p><strong>Alcuni studenti della classe III^D<\/strong><\/p>\n<p><em>Leonardo Campan <\/em><\/p>\n<p>L\u2019unica cosa a favore del progetto, secondo me, e che pi\u00f9 mi ha colpito e meravigliato \u00e8 stata la recitazione perfetta e melodica del secondo canto da parte del giudice Biasi. Una cosa veramente importante inoltre, ma che pensavo gi\u00e0, \u00e8 che l\u2019uomo in generale ha bisogno di una \u201cguida\u201d che prima di lui abbia affrontato gli stessi problemi e che ne sia uscito facendo scelte giuste o sbagliate che siano.<\/p>\n<p><em>Stella Caronti<\/em><\/p>\n<p>Mi \u00e8 sembrata una perdita di tempo. Per quanto ho capito, questo progetto serviva a noi per darci la possibilit\u00e0 di esprimerci e per trovare \u201crisposte\u201d nel testo dantesco; per non portarci inoltre alla droga, all\u2019alcol e alle dipendenze in generale e per studiare la <em>Divina Commedia <\/em>di Dante per anticipare cose che poi faremo al Liceo. Personalmente, non ho trovato alcuna risposta e non sono riuscita ad esprimermi con nessuno. La mia autostima non ha subito alcun cambiamento.<\/p>\n<p><em>Irene Maria Cirivello <\/em><\/p>\n<p>Io ho due guide in particolare. La pi\u00f9 importante \u00e8 mio pap\u00e0. Lui mi sostiene sempre, sa cosa dire e come aiutarmi. L\u2019unica cosa che non confido a lui sono le \u201cquestioni di cuore\u201d. Per quelle mi affido alla mia migliore amica, che mi fa da guida e da seconda mamma quando sto male. A lei confido tutto e non c\u2019\u00e8 bisogno che stiamo sempre assieme per confermare la nostra amicizia. Ci sono inoltre persone illustri che per me sono un modello, come ad esempio Samantha Cristoforetti. Con questo progetto ho interiormente confermato chi sono le persone vere, di cui mi posso fidare e che posso chiamare \u201camici veri\u201d.<\/p>\n<p><em>Mirko Filippi <\/em><\/p>\n<p>Questo progetto in s\u00e9 \u00e8 stato utile e divertente, per\u00f2 si potrebbe migliorare. Io sono intervenuto e ho partecipato a queste lezioni; ho anche visto per\u00f2 alunni che non partecipavano minimamente. Da come hanno spiegato la vita dantesca, ho capito che potremmo essere noi in futuro a ritrovarci in una situazione come quella vissuta da Dante. Allora dovremmo rialzarci e lottare per tornare a galla.<\/p>\n<p><em>Lucia Leoni <\/em><\/p>\n<p>Anche se in alcuni momenti mi sono sentita frenata e bloccata nell\u2019espormi, anch\u2019io sono riuscita dire la mia. Ho raccontato di quella volta che sono caduta da cavallo e non avevo pi\u00f9 il coraggio di risalire in sella, ma il mio maestro, molto paziente, mi ha aiutato. A proposito del concetto di guida, posso dire che la mia guida \u00e8 la mia migliore amica. Lei mi capisce e nei momenti di \u201csmarrimento\u201d riesce sempre ad aiutarmi. Io e lei abbiamo caratteri completamente diversi. Proprio per questo per me \u00e8 una guida, perch\u00e9 con il suo parere riesco a regolarmi.<\/p>\n<p><em>Chahrazad Madoun <\/em><\/p>\n<p>Il progetto inizialmente non mi ha incuriosito molto. Devo dire per\u00f2 che ha iniziato a \u201cintrufolarsi\u201d pian piano dentro di me ad ogni incontro, fino a farmi capire che mi potrebbe essere d\u2019aiuto per la vita. A volte ci sentiamo smarriti, non in grado di scegliere lucidamente, in cerca di qualcuno da seguire. Ci sentiamo deboli e pensiamo che tutti gli altri abbiano fatto delle scelte senza farsi tanti problemi e che noi siamo gli unici ad essere cos\u00ec deboli. Ma ecco che sbagliamo di nuovo. Tutti si chiedono cosa scegliere, si chiedono se quello che stanno per fare \u00e8 giusto o sbagliato. Una scelta sbagliata potrebbe rovinare tutto e portarci alla rovina, proprio come quando Dante si trovava nella \u201cselva oscura\u201d e voleva tornare indietro.<\/p>\n<p><em>Giulia Marro<\/em><\/p>\n<p>La mia guida \u00e8 la mia mamma che mi accompagna nel mio cammino. La parafrasi \u00e8 stata molto noiosa, ma quando i docenti ci hanno dato la parola per parlare, allora l\u00ec mi sono liberata.<\/p>\n<p><em>Maroua Mazouz <\/em><\/p>\n<p>Personalmente non ho trovato facile esprimere i miei sentimenti perch\u00e9 li trovo estremamente personali e a volte nemmeno noi sappiamo esprimerli perch\u00e9 sono sepolti nel nostro intimo. Abbiamo anche parlato dell\u2019amore, un sentimento che alla nostra et\u00e0 difficilmente \u00e8 puro e reale. Ho molto riflettuto su una cosa, cio\u00e8 sul fatto che anche se gli anni passano, i sentimenti non vengono mai spenti o consumati dal tempo e dal suo infinito scorrere. Dante, anche vivendo in un\u2019epoca e in un conteso molto diversi dai nostri, mi ha fatto capire che i sentimenti e le emozioni non cambiano.<\/p>\n<p><em>Denisa Mirabella Bulai <\/em><\/p>\n<p>Fin da piccola ho sempre coltivato la passione per la lettura. Mi ha sempre appassionata quel piccolo mondo in cui mi addentro attraverso la lettura. Per questo mi \u00e8 piaciuto veramente tanto il progetto. Il laboratorio che mi \u00e8 piaciuto di pi\u00f9 \u00e8 stato quello in cui dovevamo ascoltare la musica e muoverci secondo le sensazioni e i bisogni del nostro corpo. A un certo punto a me veniva di ballare, ma avevo paura e ansia di quello che avrebbero potuto dire o pensare i miei compagni. Solo a fatica sono riuscita a trattenermi, vista la mia passione per l\u2019hip hop. Penso che il progetto sia stato interessante anche per questo.<\/p>\n<p><em>Andrea Miruna Necula <\/em><\/p>\n<p>Conoscere e imparare la <em>Divina Commedia <\/em>mi ha fatto vedere il mondo in modo diverso. Mi affascina pensare che possa esistere un universo dopo la morte, \u00e8 incredibile! Quando la dirigente ha iniziato a leggere i canti mi stavo annoiando a morte. Quando per\u00f2 sono tornata a casa e ho letto i canti, mi sono resa conto che era interessante e che ascoltare e basta non mi aiuta a capire molto. Un giorno sono intervenuta dicendo qualcosa sul secondo canto ed ero molto fiera di me stessa perch\u00e9 avevo studiato bene. \u00c8 bello quando si sanno le cose, perch\u00e9 i risultati si vedono.<\/p>\n<p><em>Jamil Stedile <\/em><\/p>\n<p>L\u2019incontro che mi ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 stato il secondo, in cui dovevamo ascoltare una melodia e rappresentare ci\u00f2 che provavamo. Quella musica mi aveva fatto sentire triste e arrabbiata, come se mi avesse ricordato momenti del mio passato in cui mi sono sentita impotente e frustrata. Negli esercizi basati sulla fiducia ho capito che ancora non mi fido delle persone, nemmeno delle mie amiche. Eravamo divisi in coppie: uno aveva una fascia sugli occhi, mentre il compagno doveva guidarlo in giro per la stanza con l\u2019uso di uno strumento. Quando ero io a condurre, mi sentivo responsabile della mia amica, che sembrava davvero spaventata. Avevo paura che per colpa mia si facesse del male e farle capire come muoversi \u00e8 stato molto difficile. Quando \u00e8 toccato a me essere guidata ho capito cosa provava la mia compagna. Non poter vedere \u00e8 orribile.<\/p>\n<p><em>Carlotta Vettori <\/em><\/p>\n<p>Non essendo brava ad esprimere le mie emozioni a parole e ad espormi con gli altri, preferisco che mi capiscano attraverso il mio modo di fare e il mio comportamento. Forse dovrei smetterla di pensare che le persone non mi capiscono, anche perch\u00e9 \u00e8 tutto pi\u00f9 semplice se i nostri sentimenti li esprimiamo pacatamente. La lezione che mi \u00e8 piaciuta di pi\u00f9 \u00e8 stata la quarta, dove ho capito cosa vuol dire avere una guida. Inizialmente, quando mi hanno bendata, non avevo intenzione di lasciare la mano di Maya perch\u00e9 una delle mie pi\u00f9 grandi paure \u00e8 quella di rimanere cieca. Quando per\u00f2 \u00e8 partito il \u201cgioco\u201d, Maya mi ha lasciato la mano e mi ha sussurrato: \u201cstai tranquilla, io sar\u00f2 sempre davanti a te, non me ne vado\u201d: credo di avercela fatta solo perch\u00e9 \u00e8 stata lei a guidarmi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Librino-Dante-a-Rovereto.pdf\">Scarica il libricino completo <em>Dante a Rovereto<\/em><\/a><\/p>\n<h2 align=\"left\"><strong>Per informazioni sulle attivit\u00e0 nelle scuole<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"mailto:scuole@adrianamazzarella.it\">E-mail: <span style=\"text-decoration: underline; color: #00ccff;\">scuole@adrianamazzarella.it<\/span><\/a><\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per sei settimane &#8211; dalla fine di febbraio all&#8217;inizio di aprile 2018 &#8211; in una scuola media di Rovereto (IC Luigi Negrelli) si \u00e8 sperimentato un nuovo modo di studiare Dante e la Divina Commedia. 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