{"id":1752,"date":"2018-07-07T15:00:31","date_gmt":"2018-07-07T13:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?page_id=1752"},"modified":"2018-07-07T15:30:47","modified_gmt":"2018-07-07T13:30:47","slug":"limmagine-mi-guarda-attraverso-lo-specchio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/limmagine-mi-guarda-attraverso-lo-specchio\/","title":{"rendered":"L\u2019immagine mi guarda attraverso lo specchio<\/br>&#8220;Affinch\u00e9 la vista si sollevi alla percezione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>di Iolanda Stocchi<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/attrarverso-lo-specchio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1754\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/attrarverso-lo-specchio.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"361\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/attrarverso-lo-specchio.jpg 641w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/attrarverso-lo-specchio-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Questa immagine mostra un bambino autistico che sta guardando un\u2019opera d\u2019arte riflessa nello specchio che si trova alle sue spalle<\/p>\n<h2><strong>Si comprendono le figure attraverso la loro trasfigurazione<\/strong><\/h2>\n<p>Guardare attraverso e grazie allo specchio.<\/p>\n<p>Lo specchio, se si guarda bene, rivela altro da me. Non il mio volto, ma quello che sta dietro di me o sopra di me. Lo sguardo si ferma. Nello specchio vedo altro. Vedo dietro, vedo oltre. Quello che \u00e8 accaduto o che deve ancora accadere.<\/p>\n<p>Cristina Campo parla di passare dalla vista alla percezione: <em>\u201cAffinch\u00e9 la vista si sollevi alla percezione. Percepire \u00e8 riconoscere ci\u00f2 che soltanto ha valore, ci\u00f2 che soltanto esiste veramente\u201d. E aggiunge: \u201cE che altro veramente esiste in questo mondo se non ci\u00f2 che non \u00e8 di questo mondo?\u201d<\/em><\/p>\n<p>Ci aiuta in questo percorso una fiaba boscimane raccontata da L. van der Post, e che qui titoler\u00f2: \u201cLa cesta \u00e8 ancora vuota?\u201d.<\/p>\n<p><em>\u201cUn uomo che possedeva una mandria di mucche scoperse una notte che delle giovani donne del popolo celeste scendevano da una corda che calava dalle stelle e mungevano le sue mucche. Cattur\u00f2 la pi\u00f9 bella e ne fece la sua sposa. Erano felici, ma la donna, che possedeva una cesta, lo preg\u00f2 di non guardarvi dentro per nessun motivo, altrimenti avrebbero patito un\u2019immensa sciagura. Un giorno l\u2019uomo, afferrato dalla curiosit\u00e0, sollev\u00f2 il coperchio della cesta e scoppi\u00f2 a ridere, dicendo alla sua sposa: \u201cPerch\u00e9 facevi di questa cesta un cos\u00ec grande mistero? Dentro non c\u2019era niente!\u201d La donna si allontan\u00f2 verso il sole del tramonto e svan\u00ec per sempre. Allora la nutrice aggiunse: \u201cLa donna non se ne and\u00f2 perch\u00e9 l\u2019uomo aveva infranto la sua promessa, ma perch\u00e9, guardando nella cesta, non vide nulla\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Vedere, in queste storie, sembra essere legato a una comprensione su un altro livello. A un vedere che non si ferma a ci\u00f2 che ha davanti, che non travisa ma che sa cogliere l\u2019invisibile della scena che abbiamo di fronte. Uno sguardo che ri-vela: non spiega, non traduce, non interpreta, ma trasfigura.<\/p>\n<p>La cesta della fiaba boscimane pu\u00f2 essere metafora del sollevare la vista alla percezione e del saper vedere nel contenitore vuoto della mancanza. Anche noi possiamo guardare e travisare, non vedere niente, non comprendere ci\u00f2 che abbiamo di fronte.<\/p>\n<p>Se catturo l\u2019immagine e la spiego, il senso sparisce. L\u2019immagine vola via se faccio fuori l\u2019invisibile, l\u2019aura. Le parole poetiche ri-velano e rispettano l\u2019aura, e sono anche efficaci perch\u00e9 ci toccano e ci trasformano. \u00c8 un immaginare, dove il rapporto tra significato e significante diventa intermittente, oscillante, e generatore di risonanze che aprano a nuove possibilit\u00e0 di comprensione.<\/p>\n<p>Bachelard sostiene che l\u2019immaginazione \u00e8 all\u2019opera nella percezione, una sorta di lavoro segreto che trasforma l\u2019oggetto che si percepisce in un oggetto che si contempla: <em>\u201cSi comprendono le figure attraverso la loro trasfigurazione\u201d.<\/em><\/p>\n<h2><strong>Lo specchio<\/strong><\/h2>\n<p><em>\u201cNell\u2019iconografia occidentale lo specchio ha carattere contraddittorio: da un lato \u00e8 attribuito della lussuria, dall\u2019altro delle virt\u00f9 che presiedono alla conoscenza. In psicoanalisi pu\u00f2 evocare la frustrazione di uno sguardo, sempre ricercato altrove e che non permette mai di riparare a ci\u00f2 che manca, oppure l\u2019attivazione di uno sguardo interiore che esprime la capacit\u00e0 riflessiva di un\u2019anima.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec Jung:\u201cChi guarda nello specchio vede, \u00e8 vero, per prima cosa la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l\u2019incontro con se stesso. Lo specchio non lusinga, mostra fedelmente ci\u00f2 che si riflette e cio\u00e8 il volto che non esponiamo mai al mondo. (&#8230;) \u00c8 questa la prima prova di coraggio da affrontare sulla via interiore, una prova da far desistere la maggior parte degli uomini.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Lo specchio permette di guardarci alle spalle, di vedere dove non abbiamo occhi, d\u00e0 visibilit\u00e0 a ci\u00f2 che altrimenti sarebbe invisibile. Quando lo interroghiamo dice la verit\u00e0, \u00e8 magico e attiene a una conoscenza sincronica della realt\u00e0, \u00e8 divinazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo specchio \u00e8 l\u2019arredo sacro di chi partecipa ai misteri\u00a0 perch\u00e9 mette l\u2019iniziato in contatto con la divinit\u00e0. Consente un atto di riflessione, \u00e8\u00a0 ponte verso un\u2019altra dimensione: un invito a uscire da un gioco di proiezioni per vedere cosa ci sta di fronte.\u201d <\/em><\/p>\n<p>Da \u201cIl Silenzio delle Sirene. Figurazioni della psiche femminile\u201d, Iolanda Stocchi,<br \/>\nBiblioteca Vivarium Editore, 2005.<\/p>\n<h2><strong>L\u2019immagine e lo specchio<\/strong><\/h2>\n<p>Unaltroocchio per poter guardare.<\/p>\n<p>In questa immagine un bambino autistico \u2013 che ha difficolt\u00e0 nel contattare con il suo sguardo l\u2019immagine \u2013 pu\u00f2 guardare indirettamente l\u2019opera d\u2019arte. Lo specchio come un oggetto magico permette un contatto visivo indiretto, l\u2019unico possibile e per questo prezioso.<\/p>\n<p>Alessandra Ronzini \u2013 architetto, con un master in scuola di restauro e un master in architettura e gioco \u2013 si occupa da una decina d\u2019anni a Parigi di accoglienza e visita nei monumenti (Monuments pour tous 2008)\u00a0 di ragazzi e adulti di prima immigrazione, disabili, minorenni detenuti, adulti detenuti, ragazzi non scolarizzati, pazienti di ospedali psichiatrici, e classi con allievi psichiatrici<\/p>\n<p>Propone laboratori all\u2019interno dei monumenti, per avvicinare un pubblico che normalmente si tiene ai margini della societ\u00e0 e quindi ha un accesso limitato alla cultura e alla bellezza artistica.<\/p>\n<p>Laboratori che lavorano sullo sguardo e il movimento del corpo nello spazio, e che attraverso l\u2019utilizzo di oggetti collocati nello spazio fanno s\u00ec che il soggetto e attore diventi spettatore di se stesso e del suo sguardo.<\/p>\n<p>Fare esperienza dei monumenti contribuisce in questo modo all\u2019integrazione, e a un nuovo sguardo di s\u00e9 nello spazio e nella citt\u00e0.<\/p>\n<p>In questi laboratori \u2013 dopo aver attraversato e visto lo spazio \u2013 vengono utilizzati specchi di varie dimensioni e forme che aiutano a ri-vedere lo spazio pensando di avere una sorta di occhio mobile. Lo spazio viene ri-visto attraverso lo specchio.<\/p>\n<p>Lo spazio cos\u00ec guardato chiede che si scelga un punto di osservazione che richiede un orientamento del corpo nello spazio.<\/p>\n<p>Ferma lo sguardo. Lo specchio aiuta a stare in uno spazio e a guardare pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p>Cattura l\u2019attenzione.<\/p>\n<p>Lo specchio aiuta le persone con difficolt\u00e0 motorie e psichiche a vedere e a farle sentire bene.<\/p>\n<p>Non sei tu il soggetto che osserva, ma \u00e8 lo specchio che guarda per te, ma sei tu che lo orienti con la tua mano.<\/p>\n<p>Interessante sottolineare che questo tipo di utenti non usano lo specchio per specchiarsi e\u00a0 guardare se stessi \u2013 per un selfie \u2013 ma come terzo occhio per guardare lo spazio intorno a loro.<\/p>\n<p>Un bambino autistico pu\u00f2 in questo modo vedere il mondo attraverso lo specchio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Iolanda Stocchi Questa immagine mostra un bambino autistico che sta guardando un\u2019opera d\u2019arte riflessa nello specchio che si trova alle sue spalle Si comprendono le figure attraverso la loro trasfigurazione Guardare attraverso e grazie allo specchio. 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