{"id":1803,"date":"2018-11-01T10:56:38","date_gmt":"2018-11-01T09:56:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?page_id=1803"},"modified":"2018-11-20T11:05:23","modified_gmt":"2018-11-20T10:05:23","slug":"sguardo-come-pelle-uno-sguardo-che-carezza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/sguardo-come-pelle-uno-sguardo-che-carezza\/","title":{"rendered":"Sguardo-come pelle: uno sguardo che carezza"},"content":{"rendered":"<p>di Iolanda Stocchi<\/p>\n<h2><strong>Come non rischiare di non vedere niente?<\/strong><\/h2>\n<p>Quante volte i bambini dicono \u201cguarda! guarda!\u201d O ci fanno domande che liquidiamo con frettolose risposte.<\/p>\n<p>La Sfinge, l\u2019enigma da risolvere, vola via gridando dopo la risposta intelligente di Edipo &#8211; l\u2019interpretazione intelligente dell\u2019analista: perch\u00e9 non si e\u0300 sentita compresa.<br \/>\nIl sintomo si sposta, si nasconde. L\u2019indovinello andava svelato e spiegato o ri-velato?<\/p>\n<p>Lo Sguardo che non si svuota non vede niente e fa volare via, volatilizza. Non puo\u0300 accogliere ed essere fecondo, e non rende pregno cio\u0300 che sta guardando. \u201cMostrifica\u201d, e non permette alla creatura di venire alla luce.<\/p>\n<p>Quale sguardo sa vedere?<br \/>\nVedere\u00a0 sembra essere legato a una comprensione su un altro livello. A un vedere che non si ferma a cio\u0300 che ha davanti, che non travisa ma che sa cogliere l\u2019invisibile della scena che abbiamo di fronte. Uno sguardo che ri-vela: non spiega, non traduce, non interpreta, ma trasfigura.<br \/>\nLo sguardo che solleva la vista alla percezione. Lo sguardo che rende visibile il processo che l\u2019ha generata.<br \/>\nE\u0300 uno sguardo oggettivo, che non ci mette del suo. Uno sguardo sognante che sa vedere gli esseri e le cose non in rapporto a s\u00e9, ma permette a tutte le cose d\u2019essere quello che sono senza giudizio, senza perch\u00e9.<\/p>\n<p>La cesta della fiaba boscimane (raccontata in <em>L\u2019immagine mi guarda attraverso lo specchio<br \/>\n<\/em><em>\u201cAffinch<\/em><em>\u00e9 <\/em><em>la vista si sollevi alla percezione<\/em>) puo\u0300 essere metafora della sabbiera del GdS e di tutti i luoghi di gestazione.<br \/>\nAnche noi possiamo guardare dentro la sabbiera e travisare, non vedere niente, non comprendere.<\/p>\n<h2><strong>Come guardare un processo?<\/strong><\/h2>\n<p>Se voglio comprendere una farfalla, devo osservarla in volo. Perch\u00e9 la psiche e\u0300 viva e sfugge, come la vita. Vivisezionarla e\u0300 farla fuori, disanimarla: renderla cadavere.<br \/>\nL\u2019attenzione deve librare uniformemente.<br \/>\nSe catturo l\u2019immagine e la spiego, il senso sparisce. L\u2019immagine vola via se faccio fuori l\u2019invisibile, l\u2019aura. Si tratta di immaginare.<br \/>\nCome guardare il processo di costruzione del quadro di sabbie?<br \/>\nCol tempo ho iniziato a filmare le sabbie per vedere meglio, cercando di animarle ritrovando i gesti compiuti per realizzarle e lo sguardo del paziente e gli sguardi dei personaggi collocati nella sabbiera. Ri-vedo la sabbia filmandola, accarezzandola.<\/p>\n<h2><strong>Elogio dello Sguardo<\/strong><\/h2>\n<p>Spesso come terapeuta ho dovuto oscillare tra uno sguardo vergine ovvero libero, vuoto e uno sguardo madre, ovvero fecondo e nutritivo.<br \/>\nUno sguardo <em>a\u0300ncora <\/em>\u2014 come quello che il bambino chiede quando vuole essere sicuro che comprendo quello che sta facendo in un momento critico, nella costruzione di un quadro di sabbia, per poter procedere \u2014 a cui il paziente puo\u0300 aggrapparsi per la sua discesa agli inferi, e uno sguardo <em>anco\u0300ra <\/em>\u2014 come quello di chi ha bisogno di ripetere lo stesso gesto inceppato \u2014 che non si stanca di stare a guardare tante volte la stessa scena.<br \/>\nC\u2019e\u0300 lo sguardo che penetra, che ti fa sentire nudo e c\u2019e\u0300 lo sguardo che accoglie, che ti fa sentire a casa, che ti lascia essere. Lo sguardo <em>concavo<\/em> e lo sguardo <em>convesso<\/em>.<br \/>\nLo sguardo femminile e lo sguardo maschile.<br \/>\nUno sguardo <em>porto<\/em> che accoglie e sta li\u0300 come base sicura, permettendo al paziente tutti i movimenti \u2014 le partenze e i viaggi \u2014 e garantisca il ritorno, e uno sguardo <em>faro<\/em>, che lo aiuti e lo orienti quando ha perso la terra e si trova tra i marosi della vita e delle sue emozioni.<br \/>\nSpesso nella vita invece abbiamo incontrato sguardi che ci hanno frantumato o pietrificato. E abbiamo necessit\u00e0 di <em>sguardi-come pelle<\/em> che ci fanno sentire interi e integri. Che ci carezzino.<\/p>\n<h2><strong>Due immagini: una Sabbia e uno Sguardo<\/strong><\/h2>\n<p>Mi chiedo qual \u00e8 lo sguardo di cui quel paziente ha bisogno per esistere, e mi piace immaginare uno <em>sguardo-rimedio<\/em> per ogni Sabbia.<\/p>\n<p>Nella prima immagine c\u2019\u00e8 un bambino &#8211; Linus con la copertina &#8211;\u00a0 ignorato dai due personaggi, in cerca di uno sguardo che lo veda.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sabbia2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1882 size-full alignnone\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sabbia2.jpg\" alt=\"\" width=\"646\" height=\"484\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sabbia2.jpg 646w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sabbia2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sabbia2-510x382.jpg 510w\" sizes=\"(max-width: 646px) 100vw, 646px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se penso allo sguardo della bambina che ha realizzato questa sabbia &#8211; dopo un\u2019altra in cui solo la fata puo\u0300 mettere pace tra cane e gatto: solo lo sguardo della fata-madrina puo\u0300 sconfiggere quello della matrigna che ci fa sentire delle Cenerentole &#8211; sento che si porta dentro uno sguardo che dice \u201cnon va bene cos\u00ec\u201d. Uno sguardo che giudica, e fa sentire inadeguati.<\/p>\n<p>Enrica, bambina molto intelligente e sensibile, viene infatti portata perch\u00e9 ha scarsa fiducia nelle sue capacita\u0300 di riuscire a fare le cose, e per questo piange e si arrabbia.<br \/>\nNella sua prima sabbia porta il tema costellato in lei e nel sistema familiare: lo sguardo della matrigna che dice \u201cnon va bene cosi\u201d. Sguardo che arriva dalla nonna materna, e che la madre sensibile \u2014 vittima a sua volta di quello sguardo \u2014 ha visto per tempo essere in azione nella figlia.<br \/>\nIn questa immagine, Linus si consola con la copertina &#8211; oggetto transizionale &#8211; sperando che qualcuno si volti e lo veda.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Saint-Pierre-a-Beaulieu-sur-Dordogne.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1807\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Saint-Pierre-a-Beaulieu-sur-Dordogne.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Saint-Pierre-a-Beaulieu-sur-Dordogne.jpg 452w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Saint-Pierre-a-Beaulieu-sur-Dordogne-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nella seconda immagine &#8211; del timpano della chiesa romanica di Saint-Pierre a Beaulieu-sur-Dordogne &#8211; al di sotto dei piedi degli apostoli i morti resuscitano ed escono dai sepolcri. Tutti sono testimoni della venuta del Cristo. \u201c<em>Ognuno lo vedr\u00e0, anche quelli che lo trafissero.<\/em>\u201d (Ap. I, 7)\u00a0<\/p>\n<p>Il bambino ferito, perch\u00e9 non \u00e8 stato visto, pu\u00f2 sperare che finalmente lo vedr\u00e0 chi non lo aveva potuto vedere. Che il genitore lo veda e lo carezzi con il suo sguardo.<br \/>\nAbbiamo bisogno di uno <em>sguardo-come pelle<\/em> che ci faccia sentire vivi. Uno sguardo che ci accarezza.<\/p>\n<p>Scrive Chandra Livia Candiani nel suo toccante libro \u201c<em>Il silenzio \u00e8 cosa viva<\/em>\u201d, Einaudi 2018:<br \/>\n<em>\u201cNella sua opera <\/em>Totalit\u00e0 e Infinito<em>, L\u00e9vinas dice che vorrebbe sostituire al termine \u201cconcetto\u201d, qualcosa che vi \u00e8 afferrato, la parola \u201ccarezza\u201d , qualcosa che sfiora senza prendere, qualcosa che scorre. La carezza\u00a0 e la \u201cmarcia verso l\u2019invisibile\u201d perch\u00e9\u00a0 la carezza \u201cnon sa cosa cerca\u201d.<br \/>\n<\/em><em>Questo \u00e8 il giusto tocco a cui ci addestriamo nei confronti di noi stessi e degli altri, conoscere accarezzando, lasciandoci accarezzare dal respiro, lasciandoci toccare dalla vita.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Uno sguardo come una carezza, che non vuole afferrare ma ci lascia essere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Iolanda Stocchi Come non rischiare di non vedere niente? Quante volte i bambini dicono \u201cguarda! guarda!\u201d O ci fanno domande che liquidiamo con frettolose risposte. La Sfinge, l\u2019enigma da risolvere, vola via gridando dopo la risposta intelligente di Edipo &#8211; l\u2019interpretazione intelligente dell\u2019analista: perch\u00e9 non si e\u0300 sentita compresa. 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