{"id":2097,"date":"2019-10-30T11:13:25","date_gmt":"2019-10-30T10:13:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?page_id=2097"},"modified":"2019-10-30T11:13:25","modified_gmt":"2019-10-30T10:13:25","slug":"cera-ancora-una-volta-dedicata-ad-ariel","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/cera-ancora-una-volta-dedicata-ad-ariel\/","title":{"rendered":"C\u2019era ancora una volta <\/br>dedicata ad Ariel"},"content":{"rendered":"<p>di Iolanda Stocchi &#8211; 18 ottobre 2019<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image002.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2099 size-full\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image002.jpg\" alt=\"\" width=\"479\" height=\"471\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image002.jpg 479w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image002-300x295.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019immaginazione \u00e8 malata<br \/>\n<\/strong>A partire dalla mia esperienza clinica con i bambini e gli adulti ho potuto toccare con mano che\u00a0 l\u2019immaginazione \u00e8 oggi profondamente in crisi, e questo \u00e8 pericoloso perch\u00e9 ci rende meno liberi e meno umani. I bambini non solo non sanno pi\u00f9 giocare, non leggono quasi pi\u00f9. Dicono che \u00e8 faticoso e che richiede troppo tempo. \u201cGiocano\u201d con gli smart phone, perch\u00e9 dicono che, quando si fermano,si annoiano. \u00c8 perch\u00e9 sentono il vuoto dentro di loro. Un vuoto che non pu\u00f2 essere creativo perch\u00e9 lo fuggono &#8211; come lo fuggono i loro genitori &#8211; riempiendosi di cose da fare.<br \/>\nViviamo in un tempo, come dice Calvino, nelle Lezioni americane <em>\u201cin cui si sta verificando la perdita di una facolt\u00e0 umana fondamentale: il potere di mettere a fuoco visioni a occhi chiusi, di pensare per immagini.\u201d<br \/>\n<\/em>\u00c8 un tempo infatti nel quale da un lato siamo sommersi da immagini idolo o spazzatura e dall\u2019altro siamo invasi da un\u2019ipertrofia della parola disincarnata. Una parola che spiega e non rivela. Piatta.<br \/>\nNon una parola <em>presenza<\/em> e <em>luogo<\/em>, che favorisce l\u2019immaginazione.<br \/>\nIl bombardamento di immagini,\u00a0 che arrivano da fuori, a cui sono sottoposti\u00a0 i bambini, atrofizza l\u2019immaginazione e la produzione di immagini che emergono dalla psiche.<\/p>\n<p><strong>\u201cL\u2019immaginazione \u00e8 come il sistema immunitario\u201d.<br \/>\n<\/strong>Non avere la capacit\u00e0 di immaginare \u00e8 come non avere un sistema immunitario capace di metabolizzare l\u2019esperienza, soprattutto il negativo. Non potere trasformare &#8211; come diceva Hegel &#8211; il negativo in vita. L\u2019immaginazione \u00e8 una strada per riuscire ad affrontare le sfide della vita, la paura e la morte.<br \/>\nI problemi diceva Einstein non si risolvono al livello in cui sono stati creati.<br \/>\nL\u2019immaginazione permette un cambio di sguardo, e quindi la possibilit\u00e0 di trovare delle soluzioni creative.<br \/>\nCredo profondamente nel valore terapeutico dell\u2019Immaginazione &#8211; come <em>organo di senso<\/em> e di percezione &#8211; e dello <em>sguardo<\/em> che pu\u00f2 facilitare queste dimensioni.<br \/>\nE penso, come dice Hillman, che <em>\u201csiamo tutti pazienti dell\u2019immaginazione\u201d.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image004.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2100 size-full\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image004.jpg\" alt=\"\" width=\"479\" height=\"528\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image004.jpg 479w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image004-272x300.jpg 272w\" sizes=\"(max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Come risvegliare e curare un sistema immunitario che si \u00e8 ammalato e atrofizzato?<br \/>\n<\/strong>Ho detto altrove che il Gioco della Sabbia e il gioco in generale possono essere un rimedio e una cura. Oggi vorrei aggiungere: anche la lettura.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 il libro e la lettura possono essere un rimedio?<br \/>\n<\/strong>La lettura favorisce l\u2019esperienza di lasciare che le nostre immagini emergano.<br \/>\nIl libro ci invita a un ascolto e mette l\u2019accento sulle immagini interiori, quelle che sono dentro di noi.<br \/>\nMa perch\u00e9 questo sia possibile ci deve essere un incontro tra il libro e il vissuto del bambino.<br \/>\nTrovare il libro giusto per quel bambino significa iniziarlo al suo mondo interiore e all\u2019immaginazione. Bisogna aiutare i bambini ad appassionarli alla lettura.<br \/>\nMeno videogiochi e pi\u00f9 libri.<\/p>\n<p><strong>I libri sono dei facchini!<br \/>\n<\/strong>Sono dei facchini per il linguaggio che utilizzano.<br \/>\n<em>\u201cLa parola greca per dire\u00a0 \u201cfacchino\u201d\u00a0 \u00e8 metafora. E questo ci ricorda quanto profondamente l\u2019atto del trasportare, dell\u2019inviare e consegnare, sia inseparabile dall\u2019immaginazione.\u201d<br \/>\n<\/em>(Berger J., E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto.)<br \/>\nI libri ci trasportano in altri mondi, e portano di qua quello che \u00e8 nel mondo immaginale.<\/p>\n<p><strong>Ariel<br \/>\n<\/strong>Ariel &#8211; la bambina che un giorno mi disse:\u201cl\u2019immaginazione \u00e8 come il sistema immunitario\u201d &#8211; \u00e8 stata la mia \u201cpusher\u201d di libri.<br \/>\n\u00ab<em>Ariel \u00e8 una bambina coraggiosa e speciale. \u00c8 stata malata e ha lottato per guarire. <\/em><\/p>\n<p><em>Un giorno &#8211; quando ancora aveva il sondino per alimentarsi perch\u00e9 non poteva deglutire &#8211; mi dice che ha paura e aggiunge: \u201cNon riesco a piangere\u201d, \u201cIl massimo \u00e8 cos\u00ec\u201d, e gli occhi le si dilatano e diventano profondi e lividi. <\/em><\/p>\n<p><em>Le dico che \u00e8 importante che tiri fuori le emozioni negative e tutte le sue paure. <\/em><\/p>\n<p><em>In quel momento la sua malattia le impedisce anche di disegnare. \u00c8 sdraiata a letto. Le dico che per\u00f2 pu\u00f2 immaginare, e che le immagini la possono aiutare. <\/em><\/p>\n<p><em>Si illumina e mi dice. \u201cAllora le immagini e l\u2019immaginazione sono come il sistema immunitario\u201d. E con un filo di voce aggiunge: \u201cIo di immaginazione ne ho tanta\u201d<\/em>.\u00bb\u00a0 (Da <em>Il Gioco della Sabbia. La Pazienza dello Sguardo<\/em>.)<\/p>\n<p>La sua malattia l\u2019aveva costretta a letto. E lei leggeva e immaginava. Aveva una saggezza nel sapere qual era il libro giusto per ognuno. Ho letto insieme a lei. Ho letto i libri che stava leggendo lei, o che aveva appena letto lei.\u00a0 Era un modo per starle accanto. Grazie a lei, mi sono costruita quella che ho chiamato una \u201cFarmacia di Libri\u201d. Libri come rimedio. E poi ne ho scoperti altri.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 le storie toccano l\u2019anima e la mettono in movimento con l\u2019immaginazione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 utilizzano il linguaggio poetico e metaforico, parlano del distante, dell\u2019invisibile.<br \/>\n<\/strong>Il linguaggio per potersi avvicinare al Reale deve cambiare da nominale per diventare aggettivale. Tutto questo ha a che fare molto con l\u2019arte: la parola giusta, il colore giusto.<br \/>\nSe le cose si spiegano, la sensazione sparisce. La realt\u00e0 va raccontata, non spiegata.<br \/>\nIl linguaggio che fa fare l\u2019esperienza di quello che racconta, \u00e8 una parola poetica che fa. Guarisce.<br \/>\nPerch\u00e9 qualcosa corre dentro il linguaggio. Ascoltare la cosa che non dico in quello che dico. E che ascolto. Questo \u00e8 quello che fanno le storie che catturano l\u2019attenzione dei bambini e dei giovani.<br \/>\nRaccontare storie, trovare la storia giusta per quel bambino, per quel ragazzo \u00e8 <em>clinica poetica<\/em> che &#8211; attraverso il racconto di vite reali o immaginarie &#8211; sa parlare a tutti, perch\u00e9 capace di raccontare la parte profonda della vita umana, i poteri da cui siamo tenuti in vita, e dove i pazienti diventino &#8211; con le loro storie &#8211; figure vive che ci tengono compagnia e gettano un po\u2019 di luce nel cammino.<\/p>\n<p><strong>Le storie ci introducono a un altro tempo. Il tempo della lettura \u00e8 la <em>durata<\/em>.<br \/>\n<\/strong>Il tempo a cui ci introduce il libro \u00e8 un tempo diverso da quello del video gioco. \u00c8 un tempo &#8211; come quello del gioco simbolico &#8211; pi\u00f9 lento. Dura.<br \/>\nL\u2019esperienza\u00a0 dei ragazzini \u00e8 che quando utilizzano i dispositivi elettronici il tempo corre in fretta, vola via. Anche per questo il tempo che i genitori lasciano loro per giocare con i videogiochi non \u00e8 mai abbastanza, e loro ne vogliono sempre di pi\u00f9. Il tempo sembra un gorgo in cui si perdono.<br \/>\nUn tempo frantumato, non \u201ccucito\u201d e tenuto insieme. Istanti, non un presente che arriva da un passato e guarda al futuro. Un tempo che corre. Perch\u00e9?<br \/>\nForse proprio perch\u00e9 non ha un radicamento nel corpo e nello spazio.<br \/>\nQuando devono iniziare a leggere un libro fanno fatica a prendere la decisione di iniziare, ma dopo trovano piacere perch\u00e9: \u00abdura di pi\u00f9\u00bb, mentre quando guardano un videogioco o un video all\u2019inizio\u00a0 tutto sembra pi\u00f9 facile, ma poi il tempo: \u00abvola via\u00bb, \u00ab\u00e8 tutto cos\u00ec veloce, non c\u2019\u00e8 tempo!\u00bb\u00a0<br \/>\nNell\u2019immaginazione: nel gioco e nella lettura, andiamo invece oltre il <em>kronos<\/em> che divora il tempo &#8211; pensiamo ai kronofagi scolpiti sui capitelli medioevali &#8211; e con cui lottiamo tutti i giorni, ma non cadiamo in quel luogo fuori dallo spazio-tempo &#8211; dove non c\u2019\u00e8 spazio e non c\u2019\u00e8 tempo per il corpo, le emozioni, la complessit\u00e0 del nostro essere e vivere. Nell\u2019immaginazione abitiamo un tempo nuovo, quello del <em>kairos<\/em>, dell\u2019istante che si rinnova e che \u00e8 reso permanente nel fluire del tempo, tempo che tiene insieme realt\u00e0 psichica e mondo esterno. Il teologo R. Panikkar parlava di <em>tempieternit\u00e0<\/em>.<br \/>\n<em>\u201cNonostante gli orologi e la regolare rotazione della terra, il tempo viene vissuto come se scorresse a velocit\u00e0 differenti. Tale impressione viene generalmente scartata come soggettiva, perch\u00e9 il tempo, in base alla visione ottocentesca, \u00e8 oggettivo, incontestabile e indifferente; (\u2026) Tuttavia, forse,\u00a0 la nostra esperienza non andrebbe liquidata cos\u00ec in fretta. Anche supponendo di accettare gli orologi, il tempo non rallenta n\u00e9 accelera. Ma il tempo sembra trascorrere a velocit\u00e0 diverse perch\u00e9 l\u2019esperienza che ne facciamo implica non uno ma due processi dinamici opposti tra loro: accumulazione e dissipazione. Quanto pi\u00f9 \u00e8 profonda l\u2019esperienza di un momento, tanto maggiore \u00e8 l\u2019accumulazione di esperienza. Ecco perch\u00e9 il momento viene vissuto come pi\u00f9 durevole. La dissipazione del flusso temporale \u00e8 bloccata. La durata reale non \u00e8 questione di lunghezza, ma di profondit\u00e0 e densit\u00e0. Proust l\u2019aveva capito. (\u2026)<br \/>\n<\/em><em>Il contenuto del tempo, ci\u00f2 che il tempo porta con s\u00e9, sembra implicare un\u2019altra dimensione. (\u2026) quel che conta \u00e8 che questa dimensione \u00e8 intrattabile, non si piega al fluire regolare e uniforme del tempo\u201d.<br \/>\n<\/em>(Berger J., e i nostri volti, amore mio, leggeri come foto.)<\/p>\n<p><strong>Ric-amare insieme i frammenti con il filo della immaginazione<br \/>\n<\/strong>La storia cura, e <em>ri-connette<\/em>. Le storie ci aiutano a ricucire<em>, ric-amare<\/em> i frammenti &#8211; come nell\u2019arte giapponese del kintsugi &#8211; a narrare di nuovo la nostra storia. C\u2019era ancora una volta.<br \/>\nNoi siamo la nostra storia, ma abbiamo bisogno che qualcuno ci ascolti , di qualcuno che ce la racconti, perch\u00e9 diventa nostra solo quando \u00e8 narrata. Soprattutto quando ci siamo persi.<br \/>\nL\u2019ascolto aiuta a riorganizzare i pezzi dispersi. L\u2019ascolto cura.<br \/>\nM. Ende in <em>Momo<\/em>, descrive bene questa qualit\u00e0 dell\u2019ascolto: \u00ab<em>Quello che la piccola Momo sapeva fare come nessun altro era: ascoltare. Non \u00e8 niente di straordinario, dir\u00e0 pi\u00f9 di un lettore, chiunque sa ascoltare. Ebbene, \u00e8 un errore. Ben poche persone sanno ascoltare. E come sapeva ascoltare Momo era una maniera assolutamente unica. Momo sapeva ascoltare in tal modo che ai tonti, di botto, si affacciavano alla mente idee molto intelligenti. Non perch\u00e9 dicesse o domandasse qualche cosa atta a portare gli altri verso queste idee, no; lei stava soltanto l\u00ec e ascoltava con grande attenzione e vivo interesse. Mentre teneva fissi i suoi vividi grandi occhi scuri sull\u2019altro, l\u2019altro sentiva con sorpresa emergere pensieri &#8211; riposti dove e quando? &#8211; che mai aveva sospettato di possedere. Lei sapeva ascoltare cos\u00ec bene che i disorientati o gli indecisi capivano all\u2019improvviso quello che volevano. (&#8230;) cos\u00ec sapeva ascoltare Momo.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>E Berger dice<em>: <\/em>\u201c<em>La prosa \u00e8 molto pi\u00f9 fiduciosa della poesia; la poesia parla alla ferita aperta. (\u2026)<br \/>\n<\/em><em>Ogni poema autentico contribuisce all\u2019impresa della poesia. E il compito di questa impresa incessante \u00e8 rimettere insieme ci\u00f2 che la vita ha separato o la violenza ha fatto a pezzi. (\u2026) L\u2019impulso della poesia a utilizzare metafore, a scoprire somiglianze (\u2026) serve per scoprire quelle corrispondenze la cui somma finale sarebbe la prova della totalit\u00e0 indivisibile dell\u2019esistenza.\u201d<br \/>\n<\/em>(Berger J., E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto.)<br \/>\nLe storie ci fanno fare questa esperienza. Le storie ci \u201ctengono\u201d insieme.<\/p>\n<p><strong>I tempi del racconto e i tempi della cura.<br \/>\n<\/strong>I<em> tempi <\/em>del racconto\u00a0 &#8211;\u00a0 passato, presente e futuro &#8211; sono i <em>tempi <\/em>della cura.<br \/>\nIn questo modo, si rivisita il passato alla luce del presente per ridisegnare un nuovo futuro, che non sia coazione a ripetere, n\u00e9 <em>ri-produzione<\/em> ma <em>pro-creazione<\/em>. Il tempo della cura \u00e8 il <em>futuro anteriore<\/em>. Incrocio di dimensioni temporali che si attualizza nel transfert, capace di generare un nuovo futuro anteriore fecondo. La narrazione attraverso il montaggio \u00e8 <em>futuro anteriore<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Essere umani \u00e8 raccontare storie.<\/strong><br \/>\nEssere umani \u00e8 raccontare storie, provare piacere nel raccontarle ed ascoltarle o ansia se queste vengono interrotte. Si dice <em>tessere<\/em> una storia: i ragni tessono ragnatele per difendersi, noi storie per proteggerci. Si scrive per salvarsi e si scrive perch\u00e9 si \u00e8 stati salvati. Una storia \u00e8 fatta di ordito e trama.<br \/>\nQuando raccontiamo storie &#8211; se il bambino vuole che gli ripetiamo quel racconto &#8211; significa che si riconosce nell\u2019<em>ordito, <\/em>nel motivo di fondo, nel nodo da sciogliere che la storia presenta. La <em>trama, <\/em>il racconto e la soluzione della storia aiuta il bambino a sperare e immaginare soluzioni.<br \/>\nSe un bambino trova la sua storia si sente compreso cognitivamente e affettivamente.<br \/>\nC\u2019era, ancora, una volta.<br \/>\nCurare \u00e8 raccontare, raccontare \u00e8 curare.<br \/>\nCurare e raccontare. Curare \u00e8 raccontare, raccontare \u00e8 curare: trovare il senso della cura e condividerlo.<br \/>\nLe storie curano e diventano luoghi abitabili. Pensate a quante volte un bambino chiede che gli venga narrata la stessa fiaba. O al piacere che prova a sentirsi ripetere avventure vissute insieme. Ritrova il suo filo. Il bambino si sente <em>compreso<\/em> , in quel racconto trova la sua dimora.<br \/>\nDiventa la speranza di ci\u00f2 che pu\u00f2 diventare. Allora ripetutamente chiede: \u00ab<em>ancora, un\u2019altra volta<\/em>\u00bb! Quella storia gli fa da pelle.<\/p>\n<p><strong>A cosa ci introduce dunque il libro? Quale esperienza ci permette di fare?<br \/>\n<\/strong>Ci trasporta \u2013 fa il facchino &#8211; in un luogo e a un tempo diverso, che dura.\u00a0 Ci porta in uno\u00a0 spazio e tempo\u00a0 &#8211; simile a quello del gioco &#8211; uno <em>spazio transizionale.<\/em> Sospeso tra due mondi. Uno spazio per \u201cdigerire\u201d il mondo e per rimettere insieme i pezzi dispersi.<\/p>\n<p><strong>Di cosa parlano oggi i libri dei ragazzi?<br \/>\n<\/strong>Ho potuto constatare che oggi i libri parlano per la maggioranza dei casi di raccontare storie e di immaginazione.<br \/>\nUna volta &#8211; come ha detto Silvia Vegetti Finzi nell\u2019intervista video \u201cLe relazioni affettive\u201d di M. Manzoni &#8211; i libri per ragazzi avevano come obiettivo l\u2019educare l\u2019aggressivit\u00e0, pensiamo a<br \/>\nI ragazzi della via Pal;\u00a0 poi libri erano un invito alla trasgressione e all\u2019indipendenza, come\u00a0 Pippi Calzelunghe.<br \/>\nSi \u00e8 passati dall\u2019educare l\u2019aggressivit\u00e0 a un invito a trasgredire.<br \/>\nOggi, a mio parere,\u00a0 i libri sono un invito a immaginare e a raccontare storie. Perch\u00e9 \u00e8 quello che manca oggi!<br \/>\nE come le fiabe di una volta,\u00a0 ci aiutano ad affrontare le sfide di questo nostro tempo, con un linguaggio diverso.<\/p>\n<p><strong>\u201cC\u2019era ancora una volta\u201d, <br \/>\n<\/strong>\u201cC\u2019era una volta\u201d, \u201cFacciamo finta che ero\u201d: il gioco e la narrazione tengono insieme il detto e il non detto. Il passato e il presente.\u00a0 Per Walter Benjamin \u00ab<em>Il problema originario della lingua \u00e8 la sua magia (\u2026) Poich\u00e9 la lingua non \u00e8 mai soltanto comunicazione del comunicabile, ma anche simbolo del non comunicabile<\/em>\u00bb.<br \/>\nL\u2019imperfetto storico introduce un tempo che ci mette in un altrove che \u00e8 qui. E questo cura perch\u00e9 ci permette una seconda storia. <em>Facciamo che ero<\/em>. <em>C\u2019era ancora una volta<\/em>. Biografie del desiderio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Iolanda Stocchi &#8211; 18 ottobre 2019 L\u2019immaginazione \u00e8 malata A partire dalla mia esperienza clinica con i bambini e gli adulti ho potuto toccare con mano che\u00a0 l\u2019immaginazione \u00e8 oggi profondamente in crisi, e questo \u00e8 pericoloso perch\u00e9 ci rende meno liberi e meno umani. 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