{"id":2254,"date":"2023-03-31T07:55:20","date_gmt":"2023-03-31T05:55:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?page_id=2254"},"modified":"2023-03-31T07:55:52","modified_gmt":"2023-03-31T05:55:52","slug":"spazio-concreto-e-metaforico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/spazio-concreto-e-metaforico\/","title":{"rendered":"Spazio concreto e metaforico"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1437  alignnone\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/adriana.png\" alt=\"\" width=\"80\" height=\"80\" \/><\/p>\n<h2 class=\"p3\">Spazio concreto o spazio metaforico<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-20 size-full\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lettino_Freud_2.jpg\" alt=\"lettino_Freud_2\" width=\"207\" height=\"124\" \/><\/p>\n<p class=\"p3\">L&#8217;immagine classica dell&#8217;analisi freudiana \u00e8 fondata sul lettino del paziente e la poltrona dell&#8217;analista posta dietro il lettino, in una stanza nuda di contenuti per non influenzare le fantasie dell&#8217;analizzando. Nell&#8217;immagine junghiana vi sono invece due poltrone una di fronte all&#8217;altra, in modo che l&#8217;analista e l&#8217;analizzando possano parlare vis-\u00e0-vis e le reazioni emotive di entrambi possano essere reciprocamente percepite.<\/p>\n<p>Nello strutturare il proprio spazio analitico alcuni si mantengono concretamente fedeli a questo rigido setting, altri no. A mio avviso, lo spazio analitico \u00e8 metaforico, si dilata e prende forma a seconda della personalit\u00e0 dell&#8217;analista.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  alignleft wp-image-19\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/026-300x233.jpg\" alt=\"026\" width=\"295\" height=\"229\" \/>Chi ha frequentato lo studio di Freud a Vienna e quello di Jung a K\u00fcsnacht ha potuto rendersi conto di quanto fosse diverso dal setting stabilito dai futuri allievi lo spazio di lavoro dei due grandi pionieri della psicologia del profondo. Nella stanza accanto allo studio di Freud la moglie preparava il t\u00e8 coi pasticcini per i pazienti. Nello studio di Jung, dove attraverso le vetrate tra gli scaffali pieni di libri si intravedeva il lago, si poteva sentire la voce della madre che al piano superiore cantava la ninna nanna a un nipotino. Queste situazioni, che provengono da testimonianza dirette, sono cariche entrambe di calore e di affettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Io sono medico e analista junghiana, e mi occupo da tempo di psico-analisi infantile. Per me il termine &#8220;clinico&#8221; vuol dire &#8220;terapeutico&#8221;: un insieme cio\u00e8 di fattori che curano nel senso pi\u00f9 ampio e che portano a una trasformazione del disagio iniziale e a una nuova strutturazione della coscienza dell&#8217;Io. Da quando ho introdotto nella pratica analitica la terapia del &#8220;gioco della sabbia&#8221; messa a punto da Dora Kalff, il mio spazio analitico si \u00e8 ulteriormente ampliato. Non mi posso identificare n\u00e9 con l&#8217;analisi degli adulti, n\u00e9 con la Sandplay-therapy, n\u00e9 con l&#8217;analisi infantile: il mio lavoro si svolge secondo le necessit\u00e0 del paziente.<\/p>\n\n\n<h2>Una profonda relazione di transfert e controtransfert<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-257 size-full\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/mani-farfalla.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"136\" \/>\u00c8 necessaria la comprensione nel senso di cum-prendere, cio\u00e8 accogliere, prendere dentro di s\u00e9. L&#8217;analista deve conoscere la situazione oggettiva che il paziente sta vivendo o che ha vissuto nel passato, ma deve anche comprendere quell&#8217;indicibile che il paziente sta cercando di esprimere in modo simbolico con la scelta degli oggetti, con le parole che accompagnano il suo costruire, con il suo parlare con gli oggetti, con il suo silenzio, il suo pianto, il cantare o fischiettare ecc. In questo modo i complessi possono manifestarsi ed essere compresi.<\/p>\n<p class=\"p3\">\u00c8 necessaria per\u00f2 una profonda relazione di transfert e controtransfert. Da questa relazione nascono la complicit\u00e0 e la seriet\u00e0 del gioco e si viene a creare uno spazio intermedio dove la fantasia pu\u00f2 prendere forma, una sorta di spazio di transizione tra immagine interiore e realt\u00e0 esterna. Il paziente pu\u00f2 cos\u00ec uscire dai meandri ristretti e intricati della sua situazione egoica aprendosi all&#8217;esperienza di contenuti archetipici potenziali e trasformatori che sonnecchiano nell&#8217;inconscio. Spesso, dopo un processo di Sandplay, il paziente \u00e8 passato all&#8217;Immaginazione Attiva.<\/p>\n<h3 class=\"p1\">Nelle sedute con gli adulti un&#8217;atmosfera sempre mutevole<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-305 size-full\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/HPIM6953.jpg\" alt=\"HPIM6953\" width=\"245\" height=\"183\" \/>Durante la mia lunga esperienza ho potuto constatare che l&#8217;atmosfera nella stanza metaforica dell&#8217;analisi \u00e8 continuamente mutevole. Le sedute analitiche con gli adulti iniziano di solito col racconto dei fatti del giorno e della situazione reale. Si passa poi all&#8217;analisi dei sogni, che sono molto preziosi perch\u00e9 indicano il cammino da percorrere, i pericoli, le ombre, le prospettive future. Ma non sempre i sogni ci sono.<\/p>\n<p class=\"p1\">A volte mi \u00e8 capitato di amplificare stati d&#8217;animo penosi leggendo una poesia, o raccontando una favola o un mito, o ascoltando della musica. Queste amplificazioni comportano emozioni forti e positive che fanno sentire il paziente meno solo col suo stato d&#8217;animo. In gravi casi di &#8220;morte spirituale&#8221;, in cui una rinascita sembrava impossibile, l&#8217;ascolto dell&#8217;Adagio (la morte dell&#8217;eroe) della terza sinfonia di Beethoven \u00e8 stato risolutivo: dopo la morte terribile, cosmica segue il distacco con lo Scherzo del terzo tempo e la rinascita trionfale nel quarto tempo. Impossibile dire con le parole quanto col paziente ho potuto sperimentare. A volte avvengono pianti disperati seguiti da salutari silenzi. A volte in situazioni di profonda melanconia, di dolore vero che torce il cuore, che soffoca e spegne ogni speranza, mi \u00e8 capitato di far stendere il paziente sul divano coprendolo con una calda coperta di lana e passare alla terapia della carezza dolce, adagio per non fargli male. A volte mi \u00e8 capitato di alzarmi sdegnata con una salutare sgridata di fronte ad atteggiamenti sfrontati, manipolatori, poco rispettosi.<\/p>\n<h3 class=\"p1\">Con i bambini bisogna giocare<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-309 size-full\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/bambino-con-dino.jpg\" alt=\"\" width=\"142\" height=\"122\" \/>Con i bambini pu\u00f2 succedere di tutto. I bambini non parlano n\u00e9 delle vicende familiari, n\u00e9 della scuola: loro giocano, si esprimono col gioco. Perci\u00f2 con loro bisogna giocare, e con partecipazione attiva. Quando giocano nella sabbiera esigono un&#8217;attenzione continua per quello che stanno facendo. Ma non in tutte le sedute i bambini giocano nella sabbiera. Allora la stanza si apre alle fantasie pi\u00f9 svariate e a giochi pi\u00f9 attivi. Si alternano partite a carte, gare di tiro a segno o di tiro con l&#8217;arco, partite di tennis da tavolo e di football sul pavimento col Subbuteo, corse di macchinine, gioco a nascondino, confezione di vestiti con le bambole, disegni, costruzioni col pongo, cucinare, mangiare insieme ecc. ecc. Il tutto con un avvicendarsi continuo di ruoli. Pur non perdendo il proprio centro, \u00e8 necessario che l&#8217;analista entri nel gioco del bambino, il quale richiede imperiosamente la sua attiva partecipazione. &#8220;Un piede dentro e un piede fuori&#8221; diceva la nostra indimenticabile maestra Mariella Loriga, i cui insegnamenti facevano eco agli atteggiamenti che Dora Kalff descrive nel suo libro sulla Sandplay-therapy.<\/p>\n<h3 class=\"p1\">Se l&#8217;analista \u00e8 veramente junghiano la sua stanza \u00e8 ricca e calda\u00a0<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-311 size-full alignright\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/021.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" \/>Il &#8220;qui si recita a soggetto&#8221; di Pirandello \u00e8 la regola nella stanza dell&#8217;analista nella quale compaiono continuamente nuovi &#8220;personaggi in cerca d&#8217;autore&#8221;. Oggi, dopo tanti anni di esperienza, le vite dei pazienti che ho avuto in terapia mi passano davanti agli occhi. Il &#8220;male di vivere&#8221; continua a comparirmi anche attraverso i racconti degli allievi che iniziano la loro esperienza terapeutica e che vengono per una supervisione singola o di gruppo. Mi rendo conto che a volte gli avvenimenti della realt\u00e0 superano ogni fantasia, nel bene e nel male, ma anche che di fronte a ogni paradossale realt\u00e0 una fantasia che compare dall&#8217;inconscio pu\u00f2 aiutare a superare una situazione catastrofica. Ogni analista ha un suo stile nel trattare le varie patologie. Se l&#8217;analista \u00e8 veramente junghiano, di fatto e non solo di nome, e si lascia toccare dall&#8217;Eros oltre che possedere le indispensabili conoscenze scientifiche, la sua stanza \u00e8 ricca e calda: si sente in essa quell&#8217;onesto spirito di ricerca che trapela da tutto l&#8217;insegnamento del comune maestro C.G. Jung e di quanti onestamente lo seguono, sia pure con spirito critico, per portare aiuto a chi bussa alla loro porta.<\/p>\n<p class=\"p1\"><i>Ricavato da <\/i>&#8220;Riflessioni ed esperienze&#8221;<i>, contributo di Adriana Mazzarella in Maria Irmgard Wuehl (a cura di),<\/i> Nella stanza dell&#8217;analista junghiano. Stili e metodi di lavoro analitico a confronto, <a href=\"http:\/\/www.vivarium.net\/Stanza.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"s1\"><i>Biblioteca di Vivarium<\/i><\/span><\/a><i>, Milano 2002.<\/i><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Spazio concreto o spazio metaforico L&#8217;immagine classica dell&#8217;analisi freudiana \u00e8 fondata sul lettino del paziente e la poltrona dell&#8217;analista posta dietro il lettino, in una stanza nuda di contenuti per non influenzare le fantasie dell&#8217;analizzando. 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