{"id":356,"date":"2015-08-21T10:25:27","date_gmt":"2015-08-21T08:25:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?page_id=356"},"modified":"2023-02-21T14:04:59","modified_gmt":"2023-02-21T13:04:59","slug":"scritti-scelti-sulla-sand-play-therapy","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/scritti-scelti-sulla-sand-play-therapy\/","title":{"rendered":"Scritti scelti sulla Sand Play Therapy"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1437 size-full alignnone\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/adriana.png\" alt=\"\" width=\"80\" height=\"80\" \/><\/b><\/span>\u00a0<\/p>\n<ul>\n<li class=\"p1\"><a href=\"#riflessioni\">Alcune riflessioni sul \u201cgioco della sabbia\u201d<\/a><\/li>\n<li class=\"p1\"><a href=\"#convegno\">Intervento di Adriana Mazzarella al I Convegno di Art Therapy<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<h2>\u00a0&#8220;La storia di Bianca&#8221;, un importante contributo alla pratica analitica<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-358\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/cop_montecchi.jpg\" alt=\"cop_montecchi\" width=\"220\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/cop_montecchi.jpg 220w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/cop_montecchi-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/>Il saggio racconta la storia terapeutica di &#8220;Bianca&#8221;, nome di fantasia di una paziente di trentun&#8217;anni che si \u00e8 presentata all&#8217;analista in stato di grave depressione, alternato a grande confusione emotiva, crisi di pianto, disperazione e profonda disistima di s\u00e9.<\/p>\n<p>Bianca si \u00e8 sposata giovane, appena laureata, e ha trovato subito un buon impiego; un anno dopo ha avuto una prima figlia. Il marito, che si \u00e8 laureato dopo il matrimonio, ha invece un lavoro modesto, ma \u00e8 un bell&#8217;uomo, pretende un&#8217;auto nuova, la moto e viaggi all&#8217;estero; poi si \u00e8 buttato in politica, trascinando anche la moglie. Di fatto il marito \u00e8 un &#8220;puer&#8221;, un eterno fanciullo incapace di assumersi le proprie responsabilit\u00e0, e il peso della famiglia ricade tutto sulle spalle di Bianca. Lei tuttavia, all&#8217;inizio, \u00e8 stata felice di assecondare i desideri del marito, credendo cos\u00ec di opporsi ai rigidi modelli borghesi della famiglia d&#8217;origine. Dopo sette anni di matrimonio Bianca \u00e8 sull&#8217;orlo di un esaurimento psicofisico: chiede la separazione ma il marito rifiuta. Ne seguono mesi di litigi, ricatti affettivi, ritorsioni, forti risentimenti.<\/p>\n<p>Bianca va dall&#8217;analista in questa condizione, piena di sensi di colpa verso il marito, le figlie, i genitori. La vita le sembra priva di significato, \u00e8 sopraffatta da un&#8217;emotivit\u00e0 distruttiva. L&#8217;analisi dei sogni indica che Bianca, per differenziarsi dalla madre formale e poco affettiva, ha sviluppato un Animus combattivo, legato all&#8217;affermazione professionale. Ma parlare per Bianca \u00e8 difficile e doloroso, ogni parola rischia di avere su di leti un effetto distruttivo, perci\u00f2 l&#8217;analista le propone di lavorare con la sabbia.<\/p>\n<p>La nuova terapia dura sedici mesi, nel corso dei quali Bianca realizza trenta &#8220;quadri di sabbia&#8221;, che sono di volta in volta fotografati dall&#8217;analista. Alla fine del percorso, con grande commozione, l&#8217;analista e Bianca riguardano e commentano insieme i &#8220;quadri&#8221;. Bianca sta molto meglio. Lavora con successo, si \u00e8 risposata e ha avuto un terzo figlio. Ritorna sporadicamente dall&#8217;analista e compone altri venti &#8220;quadri di sabbia&#8221; che l&#8217;aiutano nella ricerca di un nuovo femminile.<\/p>\n<p>Nel saggio di Adriana Mazzarella i &#8220;quadri&#8221; pi\u00f9 significativi sono presentati ed esaminati singolarmente e nel loro sviluppo. In termini di psicologia analitica si pu\u00f2 dire che, nel corso dell&#8217;analisi, Bianca riesce a sciogliere il legame infantile col padre, su cui aveva proiettato le sue qualit\u00e0 maschili creative &#8211; la visione delle cose, la filosofia della vita, il lavoro intellettuale &#8211; designate da Jung col termine di Animus (vedi immagine sotto: &#8220;Il distacco dall&#8217;imago paterna&#8221;). Ci\u00f2 ha permesso alle energie dell&#8217;inconscio di prendere la guida del processo di sviluppo: l&#8217;Animus \u00e8 diventato creativo fino al punto da far emergere l&#8217;immagine del S\u00e9. Un nuovo Io si \u00e8 sviluppato, un femminile pi\u00f9 armonico, con una nuova capacit\u00e0 di riflessione e di riconoscimento della propria Ombra, fino a giungere a quella &#8220;conoscenza del cuore&#8221;, tipica del femminile rappresentata dalla Sapienza.<\/p>\n<h2>Esempio di un \u201cquadro di sabbia\u201d di Bianca: \u201cIl distacco dall\u2019imago paterna\u201d<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-360\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/179_1.jpg\" alt=\"179_1\" width=\"226\" height=\"190\" \/>Bianca ha costruito una foresta, ai margini della quale sono al lavoro due boscaioli. Dentro la foresta c&#8217;\u00e8 una casetta in cui vive un vecchio guardacaccia. Davanti alla casetta passano due frati francescani accompagnati da un cane. Dal profondo della foresta esce una carrozza, dentro la quale c&#8217;\u00e8 una donna sola. Bianca comincia a piangere, dice di essere disorientata, di non credere pi\u00f9 in s\u00e9 stessa. Il bosco \u00e8 la confusione, dalla quale sa di dover uscire, anche se il passaggio \u00e8 difficile. <a id=\"riflessioni\" name=\"prova\"><\/a>L&#8217;aiutano i boscaioli che, tagliando gli alberi, anche se \u00e8 doloroso, facilitano il distacco dalle cose passate. L&#8217;aiutano i frati francescani, che favoriscono una visione pi\u00f9 spirituale della vita, che non esclude la natura e gli istinti. L&#8217;aiuta soprattutto il cocchiere della carrozza, l&#8217;Animus che la guida nel suo cammino di distacco dall&#8217;imago paterna (il vecchio guardacaccia, ossia la visione del mondo legata al padre).<\/p>\n<h2>Alcune riflessioni sul &#8220;gioco della sabbia&#8221;<\/h2>\n<h2><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-362 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/cop_astrolabio.jpg\" alt=\"cop_astrolabio\" width=\"220\" height=\"296\" \/><\/strong><\/h2>\n<p><a id=\"convegno\"><\/a>Importante \u00e8 un altro scritto di Adriana Mazzarella pubblicato nel 1994 dalla &#8220;Rivista di psicologia analitica&#8221;, Ed. Astrolabio<\/p>\n<p>Clicca <a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Riflessioni_Gioco_sabbia.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>\u00a0per leggere il testo.<\/p>\n<h2>Intervento di Adriana Mazzarella al I Convegno di Art Therapy<\/h2>\n<p><strong>Sand Play Therapy (terapia del gioco della sabbia). Un metodo terapeutico junghiano ideato da Dora Kalff<\/strong><\/p>\n<p>La terapia della sabbia \u00e8 un metodo di derivazione junghiana introdotto dalla dottoressa Dora Kalff, allieva di Jung e da lui molto incoraggiata nell\u2019applicarlo alla terapia infantile. Il metodo \u00e8 quindi cresciuto nel suo divenire attraverso l\u2019esperienza che ne ha fatto la dottoressa Dora Kalff. Considerato, all\u2019inizio, particolarmente adatto alla terapia infantile, il metodo si \u00e8 dimostrato utilissimo anche nella terapia degli adulti come cura delle nevrosi e dei disturbi psicosomatici. Quando c\u2019\u00e8 una psicosi latente \u00e8 meglio non usarlo, perch\u00e9 il metodo pone in movimento la base archetipica della psiche e pu\u00f2 verificarsi uno scompenso psicotico; esso pu\u00f2 essere utile invece nelle psicosi gi\u00e0 conclamate e rientrate con la terapia (naturalmente applicato con prudenza da parte del terapeuta), e pu\u00f2 dare \u00absenso\u00bb alle immagini potenti con cui lo psicotico si trova in contatto. Esperienze con i bambini autistici sono in corso presso l\u2019Ospedale del Bambin Ges\u00f9 a Roma.<\/p>\n<p>La dottoressa Kalff ha sperimentato il metodo non solo in Svizzera, ma in tutta l\u2019Europa, in America e in Estremo Oriente, specialmente in Giappone, lasciando dappertutto allievi da lei stessa formati. Ancora oggi la dottoressa Kalff sta sperimentando il metodo sulle persone anziane, vicino alla morte, in bambini affetti da malattie inguaribili e sulle donne gravide. La dottoressa Kalff ha pi\u00f9 volte affermato che i bambini, o \u00abil bambino nell\u2019adulto\u00bb, sono in genere molto trascurati da chi si occupa di psicologia junghiana, per cui la terapia dei bambini o del bambino nell\u2019adulto sembra a volte una \u00abstrada di secondo ordine\u00bb, distaccata in qualche modo dalla grande via maestra della psicologia analitica classica dell\u2019adulto. Jung invece, nel momento in cui propose alla dottoressa Kalff di diventare analista per i bambini, afferm\u00f2: \u00abLei deve sapere che quelli che lavorano con i bambini devono avere integrato molto di pi\u00f9 di quelli che lavorano con gli adulti\u00bb. Nella sua opera Psicologia del transfert Jung afferma decisamente che se nell\u2019analisi del paziente non si riesce a toccare il livello dell\u2019infanzia, nessuna analisi pu\u00f2 dirsi completa.<\/p>\n<p>La consapevolezza dei propri problemi da parte dell\u2019analista \u00e8 molto importante, perch\u00e9 il bambino non pu\u00f2 difendersi e sarebbe la cosa meno augurabile che egli subisse, oltre alla nevrosi familiare e sociale, che in parte hanno strutturato la sua malattia, anche quella del terapeuta. Il gioco della sabbia \u00e8 stato in definitiva inventato dai bambini stessi. Il bambino prova una gioia innata a lavorare con una materia plasmatica; dice Freud che la \u00abprima materia\u00bb con la quale il bambino giocherebbe, sono i suoi escrementi. Sotto l\u2019influsso del divieto dei genitori, l\u2019interesse viene spostato su altre sostanze; tra queste anche la sabbia nella cassetta; \u00e8 importante che la cassetta sia di una certa misura, perch\u00e9, creando il \u00ablimite\u00bb, essa provoca l\u2019incanalamento delle energie psichiche, pur rimanendo tutta intera nel campo visivo di chi gioca.<\/p>\n<p>La sabbia ha propriet\u00e0 mercuriali quando \u00e8 asciutta, perch\u00e9 sfugge da tutte le parti, mentre quando \u00e8 bagnata d\u00e0 una sensazione tattile diversa. Il materiale offerto dal metodo \u00e8 altamente simbolico: oltre alla cassetta che crea il \u00ablimite\u00bb, il paziente ha a propria disposizione terra e acqua, il materiale che sta miticamente all\u2019origine della creazione dell\u2019uomo (vedi la creazione dell\u2019uomo nella Genesi); a questo materiale primigenio il paziente accoster\u00e0, nel corso dell\u2019opus, il fuoco, l\u2019aria (lo spirito) come facevano gli alchimisti, fino ad arrivare come loro alla \u00abquinta essentia\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-365\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/191_1.jpg\" alt=\"191_1\" width=\"303\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/191_1.jpg 303w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/191_1-300x208.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 303px) 100vw, 303px\" \/>Oltre alla sabbia e all\u2019acqua il terapeuta mette a disposizione del paziente innumerevoli simboli della vita quotidiana e non, simboli del folklore, simboli religiosi, simboli naturali (come sassi, alberi, frutti ecc.). Si crea cos\u00ec una costellazione dello strato archetipico attraverso i simboli, mentre la coscienza partecipa nella scelta degli oggetti e nel plasmare le forme.<\/p>\n<p>Si viene a creare uno stato di gioia di creare (si apre lo spazio creativo) attraverso il gioco e si rivive quello \u00abspazio transizionale\u00bb di cui parl\u00f2 Winnicott, che il bambino vive con la madre e che \u00e8 il presupposto insostituibile della creativit\u00e0 dell\u2019adulto: uno spazio in cui la distinzione fra realt\u00e0 concreta e realt\u00e0 simbolica sfuma e non c\u2019\u00e8 quella netta distinzione presente nell\u2019adulto; si verifica una sorta di oblio di s\u00e9 nel gioco, con la messa in moto di processi psichici interni e di fantasie.<\/p>\n<p>Nella sabbia c\u2019\u00e8 indubbiamente un momento proiettivo, specialmente all\u2019inizio, quando il dramma del paziente viene reso visibile. Se i contenuti espressi nella sabbiera vengono compresi dal terapeuta, attraverso le successive creazioni nella sabbia si mette in moto un processo, un \u00abviaggio\u00bb attraverso l\u2019inconscio. \u00c8 necessaria, da parte del terapeuta, una grande conoscenza dei simboli. In questo senso egli deve applicare il metodo dell\u2019amplificazione introdotto da Jung, egli deve possedere la conoscenza dei simboli del folklore, delle varie religioni, delle favole e di quanto la ricerca antropologica ed etnologica ci hanno apportato.<\/p>\n<p>Attraverso questa amplificazione, il terapeuta avverte cosa sta avvenendo nella sabbiera, ma la sua deve essere una comprensione silenziosa; non bisogna mai interpretare, altrimenti si blocca il fluire spontaneo delle immagini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-366 alignright\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/191_2.jpg\" alt=\"191_2\" width=\"304\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/191_2.jpg 304w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/191_2-300x208.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/>Oltre alla sabbiera di determinate dimensioni, all\u2019acqua, alla sabbia e agli oggetti, \u00e8 fondamentale la \u00abpersonalit\u00e0\u00bb del terapeuta, che, come in qualsiasi analisi terapeutica, \u00e8 il \u00abvaso alchemico\u00bb in cui avviene la trasformazione.<\/p>\n<p>\u00c8 la fase dell\u2019educazione, che il terapeuta deve guidare tenendo conto delle qualit\u00e0 creative del paziente, che si sono manifestate nel corso della terapia. Alla terapia col gioco della sabbia si avvicinano i bambini con grande entusiasmo e le donne in genere, tranne quelle che hanno sviluppato molto la razionalit\u00e0 in modo unilaterale. Gli uomini hanno maggiori difficolt\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 necessario un \u00absacrificium intellectus\u00bb per accettare di sporcarsi le mani e giocare come un bambino. Eppure \u00e8 necessario ridare alla terra e all\u2019acqua, al principio femminile in genere, la sua vera dignit\u00e0. Il principio femminile contiene enormi quantit\u00e0 di energie, in esso \u00e8 nascosta la \u00absapientia\u00bb degli gnostici o la \u00abkundalini\u00bb dell\u2019Oriente. Queste enormi energie del Femminile, se sviluppate, possono portare a una spiritualizzazione e alla nascit\u00e0 del S\u00e9. Se l\u2019analizzando accetta di lavorare con questa materia mercuriale, inizia un processo di trasformazione: le immagini che vengono via via prodotte sono l\u2019equivalente dei successivi stadi dell\u2019opus alchemico, sul quale i nostri antenati alchimisti proiettavano la redenzione della loro anima.<\/p>\n<p>La Sand Play Therapy \u00e8 un modo per mettere di nuovo in movimento le energie bloccate. La specificit\u00e0 del metodo \u00e8 quella di offrire una situazione in cui, nel silenzio meditativo, si possono esprimere i propri contenuti profondi e le proprie situazioni nevrotiche in modo simbolico: ci\u00f2 consente di avere contatto col S\u00e9 (al di l\u00e0 di ogni forma religiosa), attivando quella religione naturale che riconduce all\u2019Unit\u00e0 e alla armonizzazione delle polarit\u00e0 opposte prima dissociate.<\/p>\n<p><em>Dagli Atti del Convegno, Cernusco sul Naviglio 30 giugno 1983<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Alcune riflessioni sul \u201cgioco della sabbia\u201d Intervento di Adriana Mazzarella al I Convegno di Art Therapy \u00a0&#8220;La storia di Bianca&#8221;, un importante contributo alla pratica analitica Il saggio racconta la storia terapeutica di &#8220;Bianca&#8221;, nome di fantasia di una paziente di trentun&#8217;anni che si \u00e8 presentata all&#8217;analista in stato di grave depressione, alternato a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.2 - 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