{"id":454,"date":"2015-09-23T16:18:40","date_gmt":"2015-09-23T14:18:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?page_id=454"},"modified":"2023-04-01T15:48:49","modified_gmt":"2023-04-01T13:48:49","slug":"conferenze-di-adriana-mazzarella-su-personaggi-e-paesaggi-danteschi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/conferenze-di-adriana-mazzarella-su-personaggi-e-paesaggi-danteschi\/","title":{"rendered":"Conferenze di Adriana Mazzarella su personaggi e paesaggi danteschi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Paolo e Francesca, l\u2019amore che trascina e la musica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><em>Mentre che l\u2019uno spirto questo disse,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>l\u2019altro piangea; s\u00ec che di pietade<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>io venni men, cos\u00ec com\u2019io morisse.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E caddi come corpo morto cade.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[Inf. V, 139-142]<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Alla fine del V canto dell\u2019Inferno, nel girone dei lussuriosi, Dante si sente male dopo le parole di Francesca e il pianto di Paolo: \u00e8 vinto dalla <i>pietade<\/i> e cade a terra svenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il terzo passaggio di morte e rinascita, indispensabile per superare il rischio di identificarsi con la piet\u00e0 suscitata da Paolo e Francesca e finire, come loro, trascinato completamente dalle emozioni, dall\u2019istinto e dal desiderio. Il Poeta conosce bene, evidentemente, questo tipo di amore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutta la vicenda di Paolo e Francesca\u201d ha scritto nel suo libro Adriana Mazzarella \u201cpu\u00f2 essere considerata, dal punto di vista psicologico, come una storia d\u2019amore dovuta a una reciproca proiezione di Animus-Anima. Infatti i due amanti sono nello stato di dannazione non perch\u00e9 hanno infranto un codice morale, ma perch\u00e9 non si sono resi responsabili di questo amore con un atteggiamento pi\u00f9 adulto e maturo. Questo avrebbe implicato l\u2019uso del ben dell\u2019intelletto, che i dannati hanno perduto; se avessero usato questa tipica funzione dell\u2019uomo, Paolo e Francesca non sarebbero nell\u2019Inferno\u201d (<i>Alla ricerca di Beatrice<\/i>, p. 158).<\/p>\n\n\n\n<p>La storia di Paolo e Francesca, come emerge dai versi cos\u00ec essenziali e altamente poetici di Dante, ha commosso e ispirato tanti artisti di ogni epoca, in particolare nell\u2019Ottocento e Novecento: pittori e scultori come William Blake, Eugene Delacroix, Dante Gabriel Rossetti, Mos\u00e8 Bianchi, Auguste Rodin, Gaetano Previati, Franz von Bayros, Umberto Boccioni e tanti altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche grandi compositori hanno intitolato a Paolo e Francesca alcune loro musiche ispirati dalla poesia di Dante. Una delle pi\u00f9 note \u00e8 la Fantasia sinfonica <i>Francesca da Rimini<\/i>, op. 32, di Petr Ilic Chajkovskij, scritta nel 1876 e articolata in tre parti (la bufera infernale, le parole amorose di Francesca, il dramma finale). Nel 1849 Franz Liszt aveva composto e dedicato a Dante un\u2019appassionata e assai difficile Sonata per pianoforte (<i>Apr\u00e8s une lecture du Dante<\/i>, nota anche come <i>Dante-Sonata<\/i>) e pochi anni dopo rielabor\u00f2 e ampli\u00f2 il suo lavoro con la <i>Dante-Symphonie<\/i> per orchestra in due movimenti (Inferno e Purgatorio): in entrambe le composizioni la vicenda di Paolo e Francesca occupa un posto centrale nel racconto in musica del viaggio di Dante.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi anni del Novecento sono state rappresentate due opere liriche ispirate dalla tragica storia degli amanti danteschi: la <i>Francesca da Rimini<\/i> di Sergey Rachmaninov, nel 1906, su libretto di Modest Chajkovskij (fratello del grande musicista) e la <i>Francesca da Rimini<\/i> di Riccardo Zandonai, nel 1914, su libretto di Gabriele D\u2019Annunzio (autore dell\u2019omonima tragedia). \u00c8 singolare che nell\u2019opera di Rachmaninov compaiano direttamente come personaggi Dante e Virgilio, che si vedono scendere nel secondo girone e comunicare tra loro e con Francesca cantando i versi di Dante.<\/p>\n\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/kcRiAjAIE5k?rel=0\" width=\"750\" height=\"422\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n\n\n\n<p>Adriana Mazzarella \u00e8 stata sempre molto attratta dalla musica e talvolta l\u2019ha \u201cusata\u201d nelle sedute con i pazienti. In particolare negli ultimi anni, con l\u2019aiuto di Enrico Frontini, l\u2019ha studiata sotto l\u2019aspetto psicologico e ha cercato di trasmettere le sue esperienze agli allievi. Non sappiamo con certezza se la dott. Mazzarella abbia mai<span class=\"s2\"> analizzato queste musiche di Chajkovskij, Liszt, Zandonai e Rachmaninov quando preparava il capitolo sui lussuriosi per il suo libro.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>L. A.&nbsp; (22&nbsp;luglio 2016)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Puoi leggere <strong><span style=\"color: #339966;\"><em><a style=\"color: #339966;\" href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/08_paolofrancesca1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui il pdf del capitolo sui lussuriosi<\/a><\/em><\/span><\/strong> del libro della dott. Mazzarella.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>LINK UTILI<\/strong><\/span><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=eDhk4orHrSk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"42\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/youtube.png\" alt=\"youtube\" class=\"wp-image-757\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: large;\">Fantasia sinfonica <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Francesca da Rimini<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\"> &#8211; op. 32, di Petr Ilic Chajkovskij; si pu\u00f2 notare la tripartizione della vicenda narrata (la prima al minuto 2:00, la seconda al minuto 10:00, la terza al minuto 20:00 circa).<\/span><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KB59i99Wxc4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"42\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/youtube.png\" alt=\"youtube\" class=\"wp-image-757\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><i>Dante Sonata<\/i> per pianoforte di Franz Liszt, la cui prima parte \u00e8 dedicata al viaggio di Dante nell\u2019Inferno: la vicenda di Paolo e Francesca sembra iniziare al minuto 2:10 circa (la bufera infernale), seguita al minuto 5:40 dal \u201cdolcissimo con intimo sentimento\u201d (le parole di Francesca) e al minuto 8:10 dal \u201cdolcissimo con amore\u201d (il bacio) per finire al minuto 10:00 circa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=T3-6Eq7BPBc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"42\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/youtube.png\" alt=\"youtube\" class=\"wp-image-757\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><i>Dante Symphonie<\/i> di Franz Liszt, nella quale l\u2019orchestra con archi e fiati riesce a far meglio sentire tante sfumature: la vicenda di Paolo e Francesca sembra iniziare qui al minuto 5:05 (la bufera infernale), seguita al minuto 7:50 dall\u2019avvicinarsi dei due amanti (i due flauti), poi, al minuto 10:10, dalle parole tra Francesca e Dante (l\u2019arpa e i fiati) quindi al minuto 13:35 dal racconto del bacio e dell\u2019amore (i due violini e il seguito degli archi) per finire al minuto 17:15 (l\u2019ultimo arpeggio).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gqGBpjqiVyA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"42\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/youtube.png\" alt=\"youtube\" class=\"wp-image-757\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La <i>Francesca da Rimini<\/i><\/p>\n\n\n\n<p>di Sergey Rachmaninov<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Dg09pOTezJg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"42\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/youtube.png\" alt=\"youtube\" class=\"wp-image-757\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La <i>Francesca da Rimini<\/i><\/p>\n\n\n\n<p>di Riccardo Zandonai<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ulisse tra etica e scienza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In un brillante e documentato articolo su <em><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/foto-gallery\/la-lettura\/orizzonti\/15_agosto_01\/ulisse-letteratura-cantarella-bf2960f0-3856-11e5-90a3-057b2afb93b2.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Lettura<\/a><\/em> (<em>Corriere della Sera<\/em>) del 2 agosto 2015 il filosofo Mauro Bonazzi analizza la figura di Ulisse alla luce della terzina di Dante che l&#8217;ha immortalato nella<em> Divina Commedia<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>Considerate la vostra semenza:<\/p>\n\n\n\n<p>fatti non foste a viver come bruti,<\/p>\n\n\n\n<p>ma per seguir virtute e conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>[Inf. XXVI, 118-120]<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full wp-image-490\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"433\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ulisse_picasso.jpg\" alt=\"Pablo Picasso, Ulisse e le sirene, 1947. Dal sito http:\/\/www.corriere.it\/la-lettura\/\" class=\"wp-image-490\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ulisse_picasso.jpg 300w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ulisse_picasso-208x300.jpg 208w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pablo Picasso, <em>Ulisse e le sirene<\/em>, 1947. Dal sito http:\/\/www.corriere.it\/la-lettura\/<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo aver ricordato che questi versi &#8211; come ha mostrato Maria Corti &#8211; sono il riadattamento di una frase di Boezio, che a sua volta parafrasava Aristotele, Bonazzi spiega che la specificit\u00e0 della natura umana, secondo Aristotele, \u00e8 il possesso della ragione: grazie alla loro intelligenza gli uomini possono elevarsi infatti al di sopra delle contingenze del mondo e scoprire la &#8220;cifra segreta&#8221; che tiene insieme la realt\u00e0. &#8220;Quello che Aristotele promette&#8221; continua Bonazzi, &#8220;\u00e8 niente meno che vedere l&#8217;universo con gli occhi di Dio, comprendendone il significato, la necessit\u00e0, la bellezza&#8221;. E proprio in questo consiste la felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per Dante la beatitudine \u00e8 data dalla visione di Dio, &#8220;la forma universal&#8221; che lega &#8220;ci\u00f2 che per l&#8217;universo si squaderna&#8221;. Ma qui le strade di Aristotele e Dante si dividono. Mentre per l&#8217;antico filosofo l&#8217;uomo pu\u00f2 raggiungere la felicit\u00e0 con le sole sue forze intellettuali, per il poeta cristiano questo \u00e8 impossibile, se non dopo la morte in Paradiso, grazie alla carit\u00e0 divina. Cos\u00ec si spiega, secondo Bonazzi, il &#8220;folle volo&#8221; dell&#8217;Ulisse dantesco che, per brama di conoscenza ha sacrificato la virt\u00f9: abbandonate la famiglia e la patria, \u00e8 partito &#8220;per scoprire i segreti dell&#8217;universo&#8221; ma \u00e8 morto &#8220;senza capire nulla, perch\u00e9 privo dell&#8217;appoggio divino&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, riflette Bonazzi, l&#8217;equivalente dell&#8217;Ulisse dantesco e della filosofia aristotelica \u00e8 lo scienziato: mai come ora \u00e8 stato cos\u00ec vicino il sogno della scienza di capire i segreti della vita e dello spazio, senza preoccupazioni morali o politiche. Si pone quindi delle domande: perch\u00e9 gli scienziati dovrebbero interrompere le loro ricerche? Rinunciare al sogno di conoscenza condurrebbe a una vita davvero umana? E cos\u00ec conclude: &#8220;Ci illudiamo di progredire, ma i problemi sono sempre gli stessi. Folle o non folle, il viaggio di Ulisse \u00e8 il viaggio di noi tutti, e nessuno sa a quali lande approderemo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua profonda ricerca psicologica sulla Divina Commedia, Adriana Mazzarella definisce l&#8217;incontro con Ulisse, nell&#8217;ottava bolgia dell&#8217;Inferno, &#8220;uno degli episodi pi\u00f9 importanti del poema&#8221; (Alla ricerca di Beatrice, p. 204). A differenza dell&#8217;Ulisse omerico, che esprime comunque grandi valori (non si fa travolgere dalla possessione di meccanismi archetipici e sa usare il ben dell&#8217;intelletto, anche se a volte in modo fraudolento), &#8220;l&#8217;Ulisse dantesco \u00e8 il simbolo del pericolo che corre l&#8217;uomo che arde dal desiderio di conoscere. L&#8217;intelligenza, infatti, pu\u00f2 diventare l&#8217;elefantiasi del sapere; ci\u00f2 che minaccia la scienza oggi. [\u2026] In questa tensione verso la conoscenza si corre il pericolo di restare prigionieri degli opposti, dimenticando la &#8216;sintesi&#8217; e il punto dal quale l&#8217;uomo \u00e8 partito per conoscere. Se ci si ferma alle divisioni (specializzazioni), adoperando la mente come fine a s\u00e9 stessa, essa pu\u00f2 diventare autonoma e scivolare ineluttabilmente nella freddezza priva di sentimento. Il ricercatore vero, invece, non perde di vista l&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;uomo e adopera la mente come strumento meraviglioso per creare il suo mondo pratico e spirituale, [\u2026] per continuare a migliorare s\u00e9 stesso, valutando col sentimento il valore etico di ci\u00f2 che va dinamicamente scoprendo. Se invece si identifica con la mente l&#8217;uomo distrugge e si autodistrugge.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;astuto Ulisse ne \u00e8 l&#8217;esempio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>L. A.&nbsp; (5&nbsp;agosto&nbsp;2015)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Y9fI7lwP3_c?rel=0\" width=\"750\" height=\"422\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gerione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>Ecco la fiera con la coda aguzza,<\/p>\n\n\n\n<p>che passa i monti e rompe i muri e l&#8217;armi!<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco colei che tutto il mondo appuzza!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230; La faccia sua era faccia d&#8217;uomo giusto,<\/p>\n\n\n\n<p>tanto benigna avea di fuor la pelle,<\/p>\n\n\n\n<p>e d&#8217;un serpente tutto l&#8217;alto fusto;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230; Nel vano tutta sua coda guizzava,<\/p>\n\n\n\n<p>torcendo in su la venenosa forca<\/p>\n\n\n\n<p>ch&#8217;a guisa si scorpion la punta armava.<\/p>\n\n\n\n<p>[Inf. XVII, 1-3, 10-12, 25-27]<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>La discesa di Dante e Virgilio nelle malebolge avviene con l&#8217;aiuto di Gerione, creatura infernale alata dal volto benigno ma col corpo di serpente e la coda guizzante che termina con aculei velenosi da scorpione, pronti a colpire a tradimento. La discesa \u00e8 nel vuoto, nel buio tra rupi scoscese. Abbracciati in groppa alla fiera Dante e Virgilio diventano una cosa sola.<\/p>\n\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/u9ZMUur5pYc\" width=\"750\" height=\"422\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La selva, le belve e Virgilio<\/h2>\n\n\n\n<p>Il primo canto del poema \u00e8 veramente il prologo di tutta l&#8217;opera: esso contiene in sintesi tutto il futuro svolgersi del viaggio.&nbsp;\u00c8 il viaggio difficile e pericoloso all&#8217;interno della psiche, in quello che Jung chiama l&#8217;inconscio collettivo, col continuo rischio di rimanervi imprigionati. Eppure \u00e8 solo con questo coraggio che si potranno scoprire le &#8220;segrete cose&#8221; nascoste in ciascuno di noi: esse potranno essere la nostra dannazione o la nostra salvezza, a seconda dell&#8217;atteggiamento con cui le affronteremo.<\/p>\n\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/g_pMg8oGK5g\" width=\"750\" height=\"422\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dubbio \u2013 Le tre donne benedette<\/h2>\n\n\n\n<p>Al calar della sera Dante muove i primi passi dietro Virgilio, la sua guida. Insieme si apprestano ad attraversare il regno delle tenebre infernali dove si celano il dolore e la pena provocati dal peccato e dall&#8217;errore umano. Il poeta ci mostra qui un&#8217;altra grande verit\u00e0 della psiche: l&#8217;importanza del dubbio, che spinge l&#8217;uomo a qualificare le sue scelte e a chiarirle nelle loro motivazioni e finalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/q5nC9kKrGf4\" width=\"750\" height=\"422\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lucifero e la metanoia<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Lucifero dantesco \u00e8 &#8220;divino&#8221; e tricefalo: dunque \u00e8 l&#8217;immagine rovesciata della Trinit\u00e0 superiore.&nbsp;\u00c8 uno dei &#8220;complessi&#8221; pi\u00f9 potenti dell&#8217;inconscio collettivo, che l&#8217;uomo non pu\u00f2 integrare, in quanto non pertinenti all&#8217;Io, ma dal quale l&#8217;Io deve &#8211; con sacro terrore &#8211; fuggire, come fa Dante, per non esserne posseduto. Ma prima di fuggire da quell&#8217;aspetto bisogna conoscerlo molto bene, bisogna guardarlo e oggettivarlo, per quanto \u00e8 possibile, onde poterlo usare come forza al servizio dell&#8217;essere-totalit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;enigma pi\u00f9 grande \u00e8 rappresentato dal fatto che questo centro del male \u00e8 anche il centro dell&#8217;Io, cio\u00e8 di quella tendenza individualizzante della mente che porta alla formazione e al consolidamento dell&#8217;Io.<\/p>\n\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Jptm4cFAddo\" width=\"750\" height=\"422\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Presentazione originale del libro<\/h2>\n\n\n\n<p>Registrazione effettuata presso la Sala del Grechetto (Biblioteca Sormani) Milano, il 29 gennaio 1993<\/p>\n\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/e6uSlzriQuQ\" width=\"750\" height=\"422\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo e Francesca, l\u2019amore che trascina e la musica Mentre che l\u2019uno spirto questo disse, l\u2019altro piangea; s\u00ec che di pietade io venni men, cos\u00ec com\u2019io morisse. 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