{"id":725,"date":"2016-05-09T10:18:30","date_gmt":"2016-05-09T08:18:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/?p=725"},"modified":"2018-03-24T12:13:29","modified_gmt":"2018-03-24T11:13:29","slug":"il-bene-che-ci-hai-donato","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/il-bene-che-ci-hai-donato\/","title":{"rendered":"Il bene che ci hai donato"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><i>\u00c8 passato gi\u00e0 un anno dalla scomparsa di Adriana: la ricordiamo con questo racconto-testimonianza di una sua paziente.<\/i><\/p>\n<p class=\"p1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-688\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/01-pianura-veronese_bis.jpg\" alt=\"01-pianura-veronese_bis\" width=\"360\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/01-pianura-veronese_bis.jpg 360w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/01-pianura-veronese_bis-300x173.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/>Inizi\u00f2 cos\u00ec: sognai che mi trovavo su una collina, l\u00e0 dove la pianura di Verona si apre a nuovi orizzonti. Punto panoramico sulla pianura, luogo di apertura di sguardo verso orizzonti lontani.<br \/>\nLuogo di futuro.<br \/>\nEcco, mi trovavo l\u00ec, in piedi, e guardavo la pianura, l\u2019orizzonte lontano e ampio, disteso, cinerino, portatore di novit\u00e0; lasciavo alle spalle le montagne, la chiusura dell\u2019orizzonte, la ristrettezza.<br \/>\nEro l\u00ec, guardavo assorta, quando una voce alle spalle mi disse: \u201cAndrai a Milano e l\u00ec riceverai la Prima Comunione da persone che non conosci ma che conoscerai.\u201d<br \/>\nDi l\u00ec inizi\u00f2 il mio nuovo cammino, inizi\u00f2 potenzialmente, la realt\u00e0 sarebbe poi seguita: prima le intuizioni, la sensitivit\u00e0, l\u2019atto creativo, poi la quotidianit\u00e0.<br \/>\nCos\u00ec, non ravvedendo nulla nel presente di allora che avesse a che fare con Milano, vissi la mia vita, la mia quotidianit\u00e0 ignara. Solo pi\u00f9 tardi avrei capito, come sempre quando si preannunciano cambiamenti, cambi di direzione, inversioni di marcia.<\/p>\n<p class=\"p1\"><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/02-il-postino_bis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-675 size-full alignright\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/02-il-postino_bis.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/02-il-postino_bis.jpg 360w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/02-il-postino_bis-300x173.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a>Poi conobbi Adriana.<br \/>\nAvevo scritto un racconto intitolato \u201cKlaia, storie di nomadi e non\u2026\u201d e qualcuno mi disse: \u201cInvialo a lei, deve leggerlo, \u00e8 bellissimo\u201d.<br \/>\nCos\u00ec feci.<br \/>\nLo inviai e io Adriana, la dottoressa Mazzarella, non la conoscevo: la leggevo sui libri, la studiavo per la tesi, la stimavo perch\u00e9 stimata da persone a lei vicine e che io conoscevo bene, apprezzavo ci\u00f2 che scriveva e come lo scriveva, ma personalmente non la conoscevo.<br \/>\nCos\u00ec le inviai il mio scritto.<br \/>\nAbitavo allora in una casa che sembrava un cantiere, e avevo appena avuto mio figlio.<br \/>\nSentii suonare il campanello di casa e il primo momento non aprii: lo stavo allattando. Risuonarono, quasi timidamente, allora mi sforzai, mi alzai e aprii: era il porta lettere che ormai stava rinunciando e andando via. La casa non sembrava abitata e avrebbe rinunciato a consegnare la lettera perch\u00e9 indirizzata a sconosciuti &#8230; Era la seconda volta che veniva e quello era l\u2019ultimo appello.<br \/>\nDunque aprii, lui entr\u00f2 stupendosi che ci fosse qualcuno in quello stabile in ristrutturazione, e mi consegn\u00f2 la lettera di Adriana.<\/p>\n<p class=\"p1\"><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/03-Adriana.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-669\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/03-Adriana.jpg\" alt=\"03-Adriana\" width=\"320\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/03-Adriana.jpg 320w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/03-Adriana-300x269.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>S\u00ec, la persona che non conoscevo, l\u2019autorit\u00e0 in campo picoanalitico junghiano, la migliore nel campo, quella di cui leggevo gli scritti avidamente, mi aveva risposto, aveva qualcosa da dire a me che mi ritenevo un \u201cnessuno\u201d che non conosceva la sua strada: era tutta da percorrere, non sapevo nemmeno dove iniziava. Non mi rendevo conto che, rispondendo alla lettera, ecco, l\u00ec stava iniziando la strada. Ero ancora inconsapevole, inconscia.<br \/>\nOra posso dire.<br \/>\nLessi la lettera: si scusava perch\u00e9 mi aveva risposto tardi e mi diceva: \u201cAnch\u2019io mi sono sempre sentita una zingara nel profondo, pellegrina in questo mondo, sotto la volta stellata, un mondo di mistero &#8230;! Mi ringraziava poi perch\u00e9 avevo avuto fiducia in lei. Lei ringraziava me, la famosa e stimatissima dottoressa Adriana Mazzarella &#8230;<br \/>\nS\u00ec, cominci\u00f2 cos\u00ec.<\/p>\n<p class=\"p1\"><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/04-Milano-via-Sardegna-bis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-672 alignright\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/04-Milano-via-Sardegna-bis.jpg\" alt=\"04-Milano-via-Sardegna-bis\" width=\"307\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/04-Milano-via-Sardegna-bis.jpg 307w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/04-Milano-via-Sardegna-bis-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><\/a>Andai a trovarla e l\u00ec entrai in un porto sicuro, luogo di cura, di affetto, di grande intelligenza e cultura e altrettanto grande, infinita umanit\u00e0.<br \/>\nGodetti da subito della sua et\u00e0, del fatto che il suo percorso a lei era chiaro, che lei, \u201cferita\u201d e \u201csanata\u201d, sapeva curare le ferite altrui. L\u2019et\u00e0 e la sua natura la portavano a essere tenera, generosa, buona, disponibile e molto intelligente e autorevole, al bisogno.<br \/>\nCominci\u00f2 cos\u00ec.<br \/>\nTrovai un porto sicuro.<br \/>\nFinalmente, dopo tanto soffrire avevo trovato una persona che mi poteva aiutare, accompagnare nel ripercorrere quello che per me era l\u2019inferno, s\u00ec l\u2019Inferno e che, tenendomi lei per mano, passo passo, divent\u00f2 Purgatorio.<\/p>\n<p class=\"p1\">Dice l\u2019alchimista : \u201cL\u2019Atanor, il forno alchemico, era il crogiuolo nel quale si compivano le trasmutazioni alchemiche, era paragonato all\u2019utero muliebre. In esso venivano materializzati vari fenomeni fisici, psichici e mistici, attraverso un fuoco lento e costante\u201d.<br \/>\nEcco, fu cos\u00ec per me.<br \/>\nUn fuoco lento e costante lei mi offr\u00ec nei lunghi anni: un bene sicuro, mai eccessivo, costante, continuo, che garantiva presenza, continuit\u00e0, cura e premura. Fu cos\u00ec che mi lasciai andare a questo calore umano lento, costante, sempre presente, e iniziai il lavoro su di me, cresciuta con una mamma, povera mamma, \u201cdisturbata\u201d, anaffettiva, ipercritica e tremendamente colpevolizzante. Era sbagliata la mia vita, ero sbagliata io. Non adatta, inopportuna.<\/p>\n<p class=\"p1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-678\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/05-Atanor.jpg\" alt=\"05-Atanor\" width=\"227\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/05-Atanor.jpg 227w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/05-Atanor-193x300.jpg 193w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/>Mi ero trovata un porto sicuro, la garanzia del fuoco sempre acceso: potevo proseguire \u201ccome a tentoni\u201d nella ricerca di me stessa, del mio cuore, della mia interiorit\u00e0. Lei c\u2019era, il fuoco era garantito, e io potevo affidarmi agli istinti e scendere negli abissi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Furono anni molto seri, io mettevo in gioco tutta me stessa e lei pure, si coinvolgeva, si lasciava portare nella mia famiglia di origine, gi\u00f9 e gi\u00f9, nella nevrosi e nel grande dolore. La sua presenza autorevole e buona mi dava forza, speranza e sicurezza, lampi di presenza a me stessa.<br \/>\nProseguimmo cos\u00ec, lei davanti (era il mio Virgilio) e io la seguivo. Si girava per vedere se c\u2019ero, mi accudiva con grande amore e seriet\u00e0, e io rispondevo dando tutta me stessa. Era giunto il mio momento e io, generosamente verso di me, mi mettevo in gioco.<br \/>\nPassarono gli anni, anche il tempo fa parte della terapia, dice Jung, e infatti passarono gli anni e io, piano piano, risalivo la china.<\/p>\n<p class=\"p1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-679 alignright\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/07-stazione-allalba.jpg\" alt=\"07-stazione-all'alba\" width=\"260\" height=\"243\" \/>Intanto mio figlio cresceva e la mia famigliola s\u2019arricchiva indirettamente della presenza della dottoressa Mazzarella, perch\u00e9 allora era cos\u00ec per me. Lei mi chiedeva di loro, li proteggeva di lontano e mio marito, che sentiva la sua presenza attraverso me, che scopriva una nuova me stessa, mi accompagnava al mattino presto in stazione, addormentati tutti e due, era molto presto, verso un viaggio che io facevo dentro di me. Mi portava in stazione e mi augurava buon viaggio. S\u00ec, il viaggio buono era rivolto a me ed era buono perch\u00e9 finalmente avevo trovato una sponda, una spiaggia, un approdo da cui ripartire.<br \/>\nCos\u00ec passarono gli anni: grandissima pazienza, sguardo sempre avanti, il suo, e il mio che guardava al suo con fiducia e sicurezza. Dice il Dalai Lama che sviluppare fiducia nel maestro sia come lo spuntare del sole sul sentiero che conduce all\u2019illuminazione.<\/p>\n<p class=\"p3\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-681\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/08-le-due-poltrone.jpg\" alt=\"08-le-due-poltrone\" width=\"380\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/08-le-due-poltrone.jpg 380w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/08-le-due-poltrone-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/>Estati, autunni, inverni, Natale in cui le portavo il presepe, un presepe da luoghi del mondo diversi, la torta preparata insieme a mio marito che sgusciava noci e mandorle. Le portavo tutto ci\u00f2 che aveva che fare con la mia intimit\u00e0 e con me stessa.<br \/>\nE lei sempre accogliente, a me intima.<br \/>\nMai giudicante, mai un consiglio, un esempio. Mai didascalica. Lei ascoltava e utilizzava dei miei sogni come della via maestra. Da loro, nella nostra ora analitica, si partiva e si arrivava. Sempre molto seria, impegnata, talvolta in preghiera (io me ne accorgevo).<br \/>\nSolo una volta, in tutti gli anni vissuti insieme, alz\u00f2 la voce, io abbassai gli occhi (aveva ragione) e quando, da sotto le ciglia la sbirciai, trovai che mi stava guardando: \u201cNon \u00e8 eccessivo? Riesci a cogliere? \u00c8 la giusta dose?\u201d Quello sguardo mi conferm\u00f2 il bene e mi fece capire e accogliere il fatto che un\u2019altra curva della spirale era stata superata.<br \/>\nSu e su, era lei che guidava e io la seguivo. La intuivo sempre di pi\u00f9 e tra noi nacque grande sintonia, ci furono grandi risate, comprensione profonda, non detta, mai, ma sentita e vibrante.<\/p>\n<p class=\"p3\">\u00c8 ovvio, mi affezionai a lei, era il mio unico riferimento, e mi lasciai guidare: lo sguardo cominci\u00f2 a cambiar direzione; non pi\u00f9 verso di lei ma verso di me, sempre per mano, la sua mano, ma rivolto a me, alla mia interiorit\u00e0. Il mio sguardo rivolto a me, la conoscenza di me, il bene per me. La comprensione profonda del detto di Ges\u00f9: \u201cAma il prossimo tuo come te stesso\u201d. Ero io l\u2019artefice. Talvolta l\u2019alchimista ero io. Mi lasciava moderare il fuoco, prendere la guida per poi ridarla a lei.<br \/>\nTrovavo \u201cuna mente profondamente psicologica, la sua vasta erudizione, l\u2019esperienza della vita vissuta, l\u2019impegno generoso\u201d, cos\u00ec scrisse Dieter Baumann che la conosceva bene e cos\u00ec anch&#8217;io la sperimentai. Trovai soprattutto il suo cuore.<br \/>\nStavo bene con lei e cos\u00ec, indirettamente, anche la mia famiglia. Il figlio che cresceva seguendo le proprie strade e il marito che di lontano la benediva vedendo me stare sempre meglio. Un giorno lei mi disse: \u201cViene volentieri a Milano!\u201d &#8211; \u201cSi\u201d risposi io, \u201cqui trovo tutto ci\u00f2 di cui ho bisogno: affetto, cura e conoscenza nel senso pi\u00f9 profondo.\u201d<\/p>\n<p class=\"p1\"><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/10-Paradiso-terrestre.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-683 alignright\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/10-Paradiso-terrestre.jpg\" alt=\"10-Paradiso-terrestre\" width=\"300\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/10-Paradiso-terrestre.jpg 300w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/10-Paradiso-terrestre-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E cos\u00ec risalimmo insieme la china. Girone dopo girone passammo nel Purgatorio. Conobbi me stessa, cominci\u00f2 l\u2019autoeducazione. Talvolta per esser pi\u00f9 chiara mi rimandava alla lettura di alcuni passi del suo libro e della Divina Commedia. Io leggevo, studiavo con grande interesse e vivacit\u00e0. Trovavo risposte anche culturali, mi si apriva la mente oltre che il cuore.<br \/>\nPeriodo meraviglioso.<br \/>\nUn dono.<br \/>\nFino a che, un giorno, mi disse: \u201cIo sono arrivata al capolinea. Legga quel passo del Purgatorio, XXX Canto versetti 49-51, quando Virgilio lascia Dante\u201d. Io me ne andai, non mi rendevo del tutto conto. Solo a casa mi capacitai di ci\u00f2 che era successo. Non mi sentivo pronta, non mi sembrava vero. Ma la fiducia in lei rimaneva: avevo imparato l\u2019umilt\u00e0, l\u2019avere fiducia, il cedere il passo al destino, il saper accogliere ci\u00f2 che il mistero presenta nella vita e cos\u00ec accolsi il nuovo andamento, salii un altro giro della spirale, includendo me stessa a me stessa.<br \/>\nAndavo ancora da lei. Meno spesso.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019atmosfera era sempre di bene, anzi, ancora di pi\u00f9. Mi ero risolta, stavo bene, ero quella che dovevo essere, facevo quello che dovevo fare e lei mi seguiva di lontano.<br \/>\nPoi mi disse: \u201cOra la mia figura \u00e8 stata interiorizzata, il percorso analitico \u00e8 stato completato\u201d. E io sogno un percorso a tappe, nel sogno sono in fondo e qualcuno alle mie spalle mi dice: \u201cSono state superate tutte le tappe. Bene, il percorso si \u00e8 concluso.\u201d<br \/>\nE io in questo percorso ho ricevuto veramente la Prima Comunione, cio\u00e8 lo Spirito dentro di me e la possibilit\u00e0 di rinnovarlo e accrescerlo sulla via maestra dell\u2019umilt\u00e0, del senso del limite.<br \/>\nAdriana mi disse: \u201cChiediti cosa vuole da te il Signore, perch\u00e9 ti ha fatto il dono della vita, cosa sei chiamata a vivere, a essere, a fare.\u201d<br \/>\nOra ho capito: la creativit\u00e0, la spiritualit\u00e0, il vivere con chi non si vede, ma c\u2019\u00e8, questo Spirito che ognuno di noi ricerca nel profondo di se stesso. Il Bene e il Male che \u00e8 in noi, oltre c\u2019\u00e8 il nostro Spirito che \u00e8 vita, la vita. La vita rispettata in tutte le sue manifestazioni: dagli animali alle piante, agli uomini. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 vita, l\u00ec c\u2019\u00e8 lo Spirito.<br \/>\nTrovarlo dentro di noi e vivere con Lui.<br \/>\nQuesta \u00e8 la creativit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p3\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-684\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12-la-croce-Vallazza.jpg\" alt=\"12-la-croce-(Vallazza)\" width=\"350\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12-la-croce-Vallazza.jpg 350w, https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12-la-croce-Vallazza-300x187.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Poco pi\u00f9 di un anno fa, era il 21 dicembre 2014, sognai tre croci: una d\u2019oro, l\u2019altra ricoperta di pietre preziose, l\u2019altra d\u2019argento. Adriana non stava bene, ma, come sempre, non capii subito, forse non volevo capire: si trattava di un grande sacrificio, preziosissimo: d\u2019oro, d\u2019argento e di pietre preziose.<br \/>\nNon capii.<br \/>\nPregavo per Adriana che stava male, pregavo intensamente per lei, non per me: \u201cFacesse la Sua volont\u00e0, ci\u00f2 che il Signore pensava bene, giusto per lei\u201d.<br \/>\nDi notte sognai che si aprivano i cieli: vedevo le nuvole aprirsi e intravedevo altri cieli. La visione fu cos\u00ec coinvolgente che, per non perdere l\u2019equilibrio dovetti appoggiarmi a una roccia. Solo cos\u00ec potevo vedere, contemplare.<br \/>\nAdriana stava sempre peggio.<br \/>\nIl giorno dell\u2019Epifania 2015, sono al piano di sopra di casa mia, mi sto lavando le mani e la sento alle mie spalle, mi fa una carezza sulla schiena, io sento che \u00e8 lei, mi commuovo, non mi giro. Poi scompare. Era venuta a salutarmi. Non voglio dire nulla. Rimasi emozionata tutto il giorno.<br \/>\nChiesi informazioni alle figlie, carissime figlie che lei amava: Adriana si era aggravata, ormai erano poche le speranze. Cos\u00ec con il gruppo degli amici, s\u00ec, perch\u00e9, il pungiglione del dolore fa meno male se \u00e8 vissuto insieme, con gli amici, che lei amava definire \u201cla mia famiglia\u201d, l\u2019accompagnammo nell\u2019ultimo viaggio.<br \/>\nLe figlie mi chiamarono: stava morendo.<br \/>\nSubito presi il treno e mi portai a Milano: Marinko, carissimo ragazzo, mi venne a prendere, mi port\u00f2 da lei e l\u00ec la salutai dicendole: \u201cForza, Forza!\u201d Morire \u00e8 come nascere un\u2019altra volta e per nascere ci vuole forza. Forza per passare a nuova vita.<br \/>\nPoi tornai e quando giunsi a casa, un attimo dopo, gli amici mi chiamarono: non c\u2019era pi\u00f9, se n\u2019era andata.<br \/>\nMio marito mi disse: \u201cTi aspettava\u2026!\u201d L\u2019ho amato per la comprensione e la condivisione.<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/13-Dante-e-Beatrice-Vallazza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-685 alignright\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/13-Dante-e-Beatrice-Vallazza.jpg\" alt=\"13-Dante-e-Beatrice-(Vallazza)\" width=\"250\" height=\"231\" \/><\/a><\/span>Un grande dolore, ma anche una grande forza: ci ha lasciato uno splendido esempio di vita vissuta all\u2019insegna della spiritualit\u00e0, al Suo servizio. Tutto: intelligenza, cuore, affetti, emozioni, tutto al servizio dello Spirito che era in lei.<br \/>\nCi ha lasciato un metodo: i sogni come via alla conoscenza di noi stessi. Lo spirito di umilt\u00e0, di contemplazione e di dedizione a loro, che &#8211; anch\u2019 io l\u2019ho sperimentato &#8211; sono dotati di conoscenza e profonda sapienza.<br \/>\nAbbiamo avuto fortuna nell\u2019averla conosciuta e amata.<br \/>\nLei scrisse: \u201cCome si pu\u00f2 esprimere meglio questo grande amore che lega l\u2019allievo al maestro quando \u00e8 stato veramente tale?\u201d E cos\u00ec proseguiva: \u201c Ci\u00f2 che Beatrice non tollera non \u00e8 il dolore di Dante, ma il suo autocompiangersi; egli \u00e8 arrivato a uno stato di gioia e non lo vuole assumere per paura. Ormai Virgilio, mente umana, non \u00e8 pi\u00f9 separato, ma immanente a lui. Ora lo guider\u00e0 il divino. Ma bisogna, senza rimpianti, riconoscere con gioia la chiamata e non indulgere nell\u2019autocommiserazione per il distacco necessario da situazioni ormai superate\u201d.<\/p>\n<p class=\"p3\"><a href=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/14-luniverso-Vallazza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-686\" src=\"https:\/\/www.adrianamazzarella.it\/new\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/14-luniverso-Vallazza.jpg\" alt=\"14-l'universo-(Vallazza)\" width=\"250\" height=\"197\" \/><\/a>Ecco le sue parole ed ecco il mio sogno fatto la primavera seguente la sua scomparsa. Sono con le sue figlie, siamo sul sagrato di una chiesa. Una delle due trascina la bara della mamma. Qualcuno dice : \u201c\u00c8 ora di seppellirla, la portiamo d\u2019ora in poi dentro di noi\u201d. La figlia entr\u00f2 in chiesa e la depose sotto a un altare, in un\u2019urna trasparente, l\u00e0 dove si seppelliscono i Santi e la grandi personalit\u00e0 che hanno consacrato la vita a Dio. Nel sogno, ma anche nella realt\u00e0 mi sembr\u00f2 il suo posto.<br \/>\nOra ho ricevuto la Prima Comunione, ora posso dire che lei riposa in pace e io pregher\u00f2 per lei e rimarr\u00f2 fedele al percorso fatto insieme e a ci\u00f2 che lei mi disse una volta: \u201c Il nostro \u00e8 stato un Incontro\u201d. Il maestro, dice il Dalai Lama, rimane per sempre.<br \/>\nNella tarda primavera, a conferma di tutto ci\u00f2, sognai che lei mi diceva: \u201cPromettimi che mi sarai sempre vicina!\u201d Io nel sogno mi stupii, mi sembrava ovvio, ma promisi che \u201cS\u00ec\u201d le sarei stata sempre vicina. Poi con il suo fare sicuro mi disse: \u201cDunque, seguimi!\u201d E io la seguii. Imboccammo una scala interna all\u2019appartamento: attraverso la scala si passava a un altro piano, superiore. Lei davanti con il suo bastone, al quale con passo sicuro e con grande energia si sorreggeva, e io dietro che la seguivo.<br \/>\nGrande bene reciproco, grande stima.<br \/>\nHo avuto la gioia, la fortuna e la responsabilit\u00e0 di averla conosciuta, dell\u2019aver goduto della sua presenza, ora tocca a noi.<\/p>\n<p class=\"p1\"><i>Quelli che ci hanno lasciato, non sono assenti, sono invisibili, tengono i loro occhi pieni di gloria fissi nei nostri pieni di lacrime.<br \/>\n(S. Agostino)<br \/>\n<\/i><i>Non rattristiamoci di averla persa, ma ringraziamo di averla avuta. (S. Agostino)<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: right;\"><b>Silvia Amech<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\"><i>Trento, 5 febbraio 2016<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 passato gi\u00e0 un anno dalla scomparsa di Adriana: la ricordiamo con questo racconto-testimonianza di una sua paziente. 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